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Quelli che…il teatro

Sfrattato il Teatro Sassi, per offrire un servizio ai residenti. La cultura passa prima dagli asili nido e poi da…si vedrà. Quelli che sono i bebè della ormai non più tanto neo-amministrazione materana non fanno in tempo ad evadere dalla gabbia degli errori commessi che subito ne commettono di ulteriori. I grandi fatti della politica nazionale, a Matera, sono vissuti in chiave interna come se esistessero semplicemente per fornire alibi ai nostri colletti bianchi: censurano Luttazzi per l’ennesima volta, non se ne accorge nessuno e a Matera sfrattano la cultura, perché di questo si tratta. Ed è vero che ognuno ha una propria definizione di libertà, ma, oggettivamente, sfrattare dalla sede che il Teatro Sassi, di rinomanza e riconoscimento nazionale, ha occupato per quindici anni solo perché in precedenza il locale era una scuola materna e può nuovamente esserlo (con la differenza che in questo caso si tratterebbe di un asilo nido), è assolutamente ridicolo.

Artezeta: in cooperativa, per i Beni Culturali

Intervista a Lucia Laterza – Vanno moltiplicandosi le società italiane di servizi per i Beni Culturali, sulla scia del modello che aveva interessato finora soprattutto l’ambiente del restauro. Sono per lo più cooperative, interessate ad una diversificata area di attività, dal settore degli scavi archeologici a quello dell’allestimento museale.

Giornate Europee del Patrimonio 2006: la Provincia di Matera c’è

Anche per il 2006 la Provincia di Matera, sensibile e attenta alle iniziative promosse dal Consiglio d’Europa volte alla valorizzazione del patrimonio culturale di cui è ricchissimo il nostro Paese ed in particolare la nostra Regione, partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio con una mostra dal titolo “Alle origini della stampa: gli incunaboli” che sarà inaugurata a Matera il 22 settembre 2006 alle ore 17.30 presso la Biblioteca provinciale T. Stigliani.

Dialoghi artistici

Tra gli affreschi e le statue tufacee dell?antico Santuario della Palomba, nella ritualità di un luogo…

Matera Città Plurale

A prima vista battersi per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni appare una follia, perché nulla, c´incoraggia a farlo