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Banca del tempo, rete di solidarietà

L’inaugurazione della nuova sede ha dato rinnovata linfa alle azioni di questo particolare “istituto di credito” sul territorio. Solidarietà e disponibilità prima di tutto.

Lavello: fine della Giunta Di Noia

La Giunta Di Noia è finita. Dopo le dimissioni, poi revocate, del Sindaco, è arrivato il colpo di grazia. Disaccordi, questo il motivo, su temi però scottanti.

“Ambizione”, il tuo nome è donna

Donne donne donne: nude, semivestite, sorridenti, in posa su cartelloni tre per sei o ancheggianti e sculettanti nel piccolo schermo. Sembra che il corrispondente da Milano del Finacial Times, Adrian Michaels non abbia visto nient’altro nei suoi tre anni di permanenza nel BelPaese.

Basilicata e Puglia, oro nero e oro blu

Le riprese televisive dei canoisti sull’invaso di Monte Cotugno, in agro di Senise (Basilicata – Potenza), sembrano voler celare la grave situazione di crisi idrica nelle vicine province di Taranto, Brindisi e Lecce, dovuta alla carenza di acqua. Ma come mai la domanda d’acqua continua a crescere in Puglia? Con i suoi 530 milioni di mc di capacità, l’invaso di Monte Cotugno è considerato il punto nodale dello schema idrico Ionio-Sinni. L’invaso artificiale, realizzato lungo il corso del fiume Sinni, tra il 1970 ed il 1982, è il più grande in terra battuta d’Europa. Le portate derivate della diga sono destinate per usi plurimi:  su un totale di 261 milioni di metri cubi di acqua erogati  il 41% va in Basilicata e il 55,2 % in Puglia (55,2% per uso potabile,40,4% irriguo e 5,6 % industriale). All’indomani della sua messa in esercizio e dopo aver sottratto fertili territori all’agricoltura del senisese, l’invaso di Monte Cotugno avrebbe dovuto risolvere i problemi di carenza d’acqua.

Street: “Strategie europee di miglioramento e territori”

Analisi vaste, proiettate su forme diverse di disagio ed emarginazione sociale, al centro di politiche volte al miglioramento ed allo sviluppo, sono state presentate a Potenza, presso la Sala dell’Arco del Palazzo Città dal Progetto Street: l’osservazione, l’analisi e gli indicatori a sostegno della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale.

I padroni del vapore ed il taglio dei boschi

Nel “mare magnum” dell’odierna devastazione dei boschi meridionali, la notizia di un censimento dei “boschi vetusti” si presta a diversi commenti, ma anche ad inevitabili ma istruttivi paragoni. I corsi e ricorsi storici ci informano come l’ultima quotizzazione post-unitaria abbia contribuito a distruggere le primigenie foreste dell’Appennino meridionale. In realtà il fenomeno delle quotizzazioni demaniali nascondeva, in molti casi, la cessione dei boschi ai padroni del vapore e agli speculatori delle ferrovie. Le cronache parlamentari di eminenti onorevoli meridionalisti citano l’esempio del Bosco di Monticchio in Basilicata, che dopo essere stato espropriato agli ordini religiosi fu ceduto, con un forte ribasso d’asta, agli speculatori delle banche francesi e di quelle svizzere a cui il governo italiano si era rivolto per dare liquidità al nascente capitalismo del nord. I boschi resero possibile la costruzione delle traversine ferroviarie e la legna residua venne utilizzata per produrre carbone vegetale.

Italcementi, pet-coke e pneumatici

Secondo informazioni assunte da ambienti della provincia di Matera, l’istruttoria condotta dai tecnici incaricati, autorizza il cementificio “ad incrementare l’utilizzo di combustibili alternativi (pneumatici) dall’attuale 6,5 % al 15 % dei combustibili totali, pari a 12.000 tonnellate”.

Pace e non violenza in terra di Basilicata

Il 29 maggio a Filiano convegno e presentazione dell’opera a fumetti “La Lezione di Scanzano”. L’iniziativa è organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Istituto comprensivo.