ZES la Ionica interregionale Puglia – Basilicata. Importanti opportunità di investimento per quest’area, anche provenienti da imprenditori che operino da fuori Regione.

La ionica interregionale Puglia – Basilicata costituisce ora una ZES, ossia una Zona Economica Speciale. Un’area geografica ben definita, istituita per valorizzare un territorio considerato svantaggiato.

Miniera preziosa, tuttavia, per i grandi investitori nazionali ed internazionali.

Numerosi i vantaggi per le imprese che apriranno una attività in tale zona.

Vi sono difatti speciali condizioni per gli investimenti, una burocrazia semplificata e una tassazione agevolata. Le imprese già operative o che vorranno avviare attività all’interno di queste aree possono richiedere incentivi o presentare pratiche.

La condizione e la finalità è quella della creazione di nuovi posti di lavoro.

Tre tipi di incentivi sono stati messi a disposizione. Essi difatti riguardano sia agevolazioni economiche e fiscali, sia semplificazioni amministrative, sia un’unica autorizzazione.

Le agevolazioni economiche e fiscali comprendono la riduzione fino al 50% delle imposte sul reddito. Dal periodo di imposta della nuova attivià e fino a sei periodi d’imposta successivi.

Le agevolazioni inoltre comprenderanno un credito di imposta nel limite massimo di 100 milioni di euro totali per l’acquisto di beni strumentali.

Una opportunità davvero considerevole se si pensa a come le strumentazioni vadano rinnovate di anno in anno per evitare che diventino obsolete e per stare al passo con le novità del proprio tempo.

A ciò si aggiunge la riduzione di 1/3 dei tempi procedurali e di evasione dell’istanza, in un regime di silenzio assenso. Unica difatti sarà l’autorizzazione rilasciata con un solo procedimento telematico.

Potrà quindi la Basilicata, insieme alla Puglia, svilupparsi particolarmente dal punto di vista della strumentazione lavorativa e delle opportunità di investimento. Senza contare la finalità precipua: quella della creazione e del mantenimento di posti di lavoro per almeno dieci anni. E così i lucani avranno davvero gli strumenti – di fatto, economicamente e concettualmente -per restare nel loro territorio ma non amareggiati. Bensì incentivati a lavorare con strumenti e finanziamenti adeguati ed atti al suo sviluppo.

Maria Chiara Di Carlo

Tuttavia

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