In primis l’impegno assunto verso le categorie colpite dalla crisi economica.

Prima di iniziare ad illustrare il suo programma Draghi ha voluto rivolgere un pensiero partecipato e solidale a coloro che sono stati colpiti per la crisi economica che la pandemia ha scatenato. Che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. L’impegno è nel fare di tutto perché possano tornare nel più breve tempo possibile – nel riconoscimento dei propri diritti – alla normalità delle loro occupazioni. L’importanza della puntualità nell’insegnamento di Cavour “le riforme compiute a tempo invece di indebolire l’autorità la rafforzano”. Occuparsi ora di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività. La crescita di un’economia di un paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni e dalla fiducia dei cittadini verso queste ultime. Il tempo del potere può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo. Se l’Italia si è risollevata dal disastro della Seconda Guerra Mondiale ponendo le basi del miracolo economico è stato grazie ad investimenti e lavoro e a quella ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Bisogna promuovere al meglio il capitale umano attraverso la formazione, la scuola, l’università e la cultura. In un Paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere.

L’irreversibilità della scelta dell’euro. Una UE verso un bilancio pubblico comune.

Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro: ribadisce Draghi, nel caso in cui ciò non fosse stato chiaro. Condividendo la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà ad un bilancio pubblico comune. “Gli stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Senza l’Italia non c’è l’Europa ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere”.

Gli impatti del virus sull’occupazione analizzati nel discorso di Draghi.

La diffusione del virus ha avuto impatti rilevanti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Destinati ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento. Il numero totale di ore di Cassa Integrazione per emergenza sanitaria supera i 4 milioni. Una disoccupazione selettiva che potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che il recupero dei livelli di attività economica pre-pandemia in Italia non accadrà prima della fine del 2022.

La soluzione chiave: 3 milioni di esperti nell’area digitale ed ambientale. 1,5 md agli ITIS dal Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza. 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Cruciale un adeguamento della formazione.

“È necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. È stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale ed ambientale. Al punto che il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1.5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di anno normale pre-pandemia. La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria.

Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulla salute grazie ad inquinamento, fragilità idrogeologica, innalzamento del livello dei mari. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo. Come afferma Papa Francesco “le tragedie naturali sono la risposta della Terra al nostro maltrattamento”.

Proteggere il futuro dell’ambiente richiede dunque un approccio nuovo: digitalizzazione, energia, cloud computing, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra. Sono le diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema, in cui si svilupperanno tutte le azioni umane.

Maria Chiara Di Carlo

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