C’è preoccupazione per il futuro della Sata di Melfi. Mentre continua il dibattito dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, si chiede certezza per lo stabilimento lucano. Lo fa il segretario regionale dell’Ugl, Giuseppe Giordano, il quale sollecita che l’azienda automobilistica torinese presenti il nuovo piano produttivo e faccia sapere senza indugi quali altri modelli intende realizzare a Melfi.
Dopo la Grande Punto Gpl, erano stati preannunciati nuovi investimenti per lo stabilimento lucano che rimane – sono parole di Marchionne – “altamente produttivo”.
Nonostante questo, il futuro rimane incerto per i dubbi e le perplessità tra i lavoratori sull’estensione anche a Melfi dell’accordo di Pomigliano e in vista del referendum a Mirafiori. La notizia che dall’Europa possano arrivare nuovi incentivi per il settore auto non tranquillizza l’Ugl di Basilicata. I suoi dirigenti vogliono sapere quali ricadute avranno sull’occupazione in Basilicata, quali impegni intende assumere la Fiat e quali interventi sulla casa automobilistica torinese intende fare il governo regionale.
Insomma, dibattito ancora aperto mentre la Fiom è sempre più intransigente e mobilita i suoi iscritti in vista del referendum a Mirafiori e degli incontri, a livello centrale, per conoscere anche la posizione del Governo.
Che sia favorevole alla proposta di Marchionne è risaputo. Ma non è chiaro che cosa voglia fare per evitare che la Fiat lasci il nostro paese ed investa all’estero.
Il timore che il gruppo automobilistico torinese guardi con sempre maggiore interesse al mercato estero, in particolare quello americano, e che Marchionne usi usare ipotesi come ricatto per costringere i lavoratori a votare per il si, si registra anche tra i dipendenti della Sata di Melfi.
Ne sapremo di più fra qualche giorno dopo l’esito del referendum di Mirafiori.

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