In Italia, come noto, non esiste una politica unitaria di lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
I vari dispositivi esistenti, di tipo riparativo-assistenziale, trattano il problema entro diversi settori del welfare e sono caratterizzati da un approccio non integrato, frammentario e di natura categoriale. A questo si aggiunga il cronico squilibrio tra previdenza e assistenza che, di fatto, inibisce a un’ampia quota di soggetti con problemi economici, ma senza una storia contributiva alle spalle, di beneficiare di prestazioni di origine previdenziale.
In assenza di una cornice organica degli interventi e di indicazioni da parte del governo centrale circa il futuro di una misura nazionale di contrasto alla povertà, le Regioni (perlomeno alcune) si sono mosse variamente, disciplinando la materia e finanziando specifici progetti e interventi sul territorio.
Con la Legge Regionale n. 3 del 19.01.2005 “Promozione della cittadinanza solidale”, pubblicata sul BUR n. 5 del 20.01.2005, la Regione Basilicata ha introdotto, in via sperimentale e su base biennale, il “Programma di promozione della cittadinanza solidale”.
La legge rappresenta una risposta della Regione alla situazione di difficoltà economica delle famiglie lucane, che si rileva dai dati Istat del 2004, secondo i quali il 28,6% dei nuclei familiari in Basilicata si trova in una situazione di “povertà relativa”.
Il Programma si configura quale politica attiva di contrasto della povertà e dell’esclusione sociale e consiste nella erogazione di sussidi monetari mensili vincolati a percorsi di inclusione sociale che si realizza attraverso progetti individualizzati. I sussidi mensili vengono erogati ai nuclei, risultati idonei per il finanziamento, non come “mera erogazione di tipo assistenziale del sussidio”, ma come “la logica negoziale di forte responsabilizzazione in base alla quale il sussidio è strettamente correlato ad un progetto di inserimento sociale, volto a restituire dignità ai beneficiari e a renderli più autonomi da situazioni di bisogno”.
Il Programma di contrasto alla povertà è diretto a sostenere persone che versano in gravi difficoltà economiche e sociali e sono impossibilitate a provvedere al proprio mantenimento e al proprio nucleo familiare; ad accompagnarle lungo un percorso di superamento della condizione di bisogno.
Elemento che ha distinto il Programma è senza dubbio la rete sociale che si è attivata e la mobilitazione sociale che localmente si è generata a sostegno dello stesso.
La Regione, le Province attraverso i CPI e le Agenzie per la formazione (Ageforma ed Apof.il), i servizi sociali di tutti i Comuni della Regione, le Poste, la Banca di Bari , la Ronda, i Caaf, le ASL, le Direzioni scolastiche sono stati i soggetti che hanno contribuito alla riuscita del Programma.
“Questa esperienza può rappresentare la base esperienzale e conoscitiva da cui partire per definire la Futura governance della cittadinanza sociale, in coerenza con quanto previsto dagli artt. 12e 13 della L.R. n. 4/2007, al fine dell’integrazione e del potenziamento della rete” lo afferma il Dott. Rosario Abiusi, Dirigente dell’Ufficio regionale che ha gestito il Programma.

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