E’ ormai una realtà anche in Basilicata il problema della presenza massiccia di migranti che vivono in totale mancanza dei più basilari diritti umani e nella totale carenza igienico-sanitaria e che vengono puntualmente sfruttati da caporali locali e non. Sono per lo più braccianti sia Africani, in larga misura, sia provenienti dall’Est-Europa.
Lo sfruttamento privo di scrupoli che viene attuato nei confronti di migliaia di “stagionali” impiegati nei campi dei nostri territori è diventato un tema scottante e di fondamentale priorità in quanto si tratta di una vera e propria emergenza umanitaria e sociale.
A sostegno di queste persone lavora il “Comitato per la difesa dei Migranti“, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini e le amministrazioni locali sul problema degli extra-comunitari presenti nel Vulture Alto-Bradano.
Anche la Regione Basilicata ha messo in atto azioni di sostegno e aiuto ai migranti. L’Ufficio Gestione Terzo Settore del Dipartimento Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità ha attivato, nonostante la scarsità dei fondi, diverse attività rivolte al sostegno e all’integrazione dei migranti presenti in Basilicata. La prima ha riguardato la concessione di contributi destinati alla realizzazione di progetti sperimentali a favore dei migranti in due diverse aree d’intervento, quella socio-sanitaria e quella di integrazione. Sono stati attuati progetti di informazione ed educazione socio-sanitaria, con particolare riferimento a quelli finalizzati all’educazione all’affettività e sessualità in un approccio multiculturale, che  hanno tenuto conto anche di eventuali azioni finalizzate ad attività di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine già sottoposte alle pratiche di mutilazioni genitali, inserite in una più ampia visione di promozione della salute delle popolazioni immigrate. Per quanto riguarda l’area integrazione, invece, l’Ufficio regionale ha avviato progetti culturali-sociali-ricreativi, finalizzati a promuovere opportunità di incontro fra immigrati ed autoctoni, a favorire la conoscenza di altre culture, la socializzazione e lo scambio di esperienze nei diversi campi (musica,pittura, cinematografia, cucina,sport).
La seconda macroazione ha previsto l’attivazione, da parte dell’Amministrazione Penitenziaria e dell’Amministrazione della Giustizia Minorile, di interventi  finalizzati al reinserimento sociale dei  migranti detenuti, ex detenuti o ammessi a misure alternative e a favore dei minori (minori non accompagnati, istituti penali minorili, accoglienza). 
Di notevole importanza sociale è la terza macroazione che è ancora in fase di attuazione e prevede l’attivazione di percorsi formativi finalizzati alla qualificazione del lavoro delle assistenti familiari, l’istituzione di un Albo e la concessione di un voucher per incentivare la frequenza  ai corsi.
Con le predette azioni si rafforza l’impronta innovativa degli interventi a favore dei migranti all’interno del più ampio sistema dei servizi di cittadinanza sociale assicurando loro il totale rispetto dei diritti.

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