Tutti lo dicono e tutti lo sanno, in Italia ed in Basilicata c’è bisogno di porre nuovamente una grande questione generazionale. La questione generazionale è oggi una questione generale, che riguarda cioè gli interessi complessivi del Paese. Perché quando un Paese è fermo come l’Italia, quando un Paese è attraversato da una stagnazione economica, sociale, politica, ciò che occorre è  innanzitutto investire nelle nuove generazioni, permettendo loro di partecipare attivamente ed anche di determinare le dinamiche sociali e di governo. Ed è proprio questa la ragione che ha spinto il giovane Federico Mello, scrittore e blogger bolognese, a realizzare ed a mettere online un phamplet dal titolo “L’Italia spiegata a mio nonno”. L’Italia spiegata a mio nonno” è un saggio-pamphlet, una sorta di saggio-rap che parla della condizione dei giovani italiani, di quelli dai 25 ai 35 anni, di quelli che si affacciano al lavoro, alla vita adulta e indipendente. O, perlomeno, che vorrebbero farlo. “L’Italia spiegata a mio nonno” ci racconta perché questa generazione non ha la possibilità di diventare adulta.

Dall’introduzione di Enrico Brizzi (autore del famosissimo libro “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”  e dell’ultimo “ Nessuno lo saprà”) a questo pamphlet si legge : “L’Italia spiegata a mio nonno” del clima complessivo dei nostri discorsi restituisce lo stile colto e disincantato, la precarietà dell’ennesima generazione di studenti che non ha visto cambiare il paese e tutta l’ironia che ci ha tenuti a galla in questi anni”.

Mammoni, pigri, rammolliti, così i giovani – sostiene Mello – sono dipinti dai media e dagli adulti e anziani che hanno cominciato a lavorare in altre epoche. La nostra Repubblica è coetanea di quelli che ci governano, di quelli che scrivono sui giornali, che ci insegnano nelle università, di quelli che siedono nei C.d.A. che contano. E questa Repubblica sessantenne, che sia avvia alla terza età, si appoggia sulle spalle dei giovani, dei figli del consumismo e delle conquiste del passato, i figli del progresso sociale delle famiglie italiane, dell’onda lunga del benessere scaturito dalla ricostruzione post bellica. Per tutti questi giovani però il meccanismo del progresso sociale sembra essersi inceppato. Perchè un bel giorno l’epoca della crescita è finita. E da 15 anni viviamo in una crisi permanente. Una crisi che i giovani vivono e sperimentano quotidianamente, in un mondo sempre più selvaggio, in cui vige la legge del più forte e, spesso, del più furbo. Ma “L’Italia spiegata a mio nonno” non tratta di questo, altri hanno già descritto la quotidianità stentata, il senso di impotenza, il futuro negato di chi è precario. Leggerete- dice Mello- invece di come il cambiamento epocale delle prospettive di vita, del mondo del lavoro, degli stili di vita sia avvenuto sulle nostre teste senza che ce ne accorgessimo. Di quando eravamo ottimisti e fiduciosi in un mondo cosmopolita, tecnologico, democratico e di come ci siamo risvegliati con i contratti a termine, atipici, senza paracadute, senza potere contrattuale. Divisi, tutti contro tutti, con la sola arma dell’ironia a difenderci dalla crisi permanente delle nostre vite, della nostra politica nazionale. Nel pamphlet è possibile leggere cosa è accaduto e dove stiamo andando, e la speranza di poter essere meno divisi, meno soli, pronti per ricominciare a lottare per il posto che spetta ai giovani. E i nonni che siedono sulle poltrone del potere dovranno cercare di aprire strade percorribili non solo ai loro nipoti biologici, ma a tutti i giovani italiani.

Una nota di merito per Mello è che questo suo  phamplet è pubblicato con licenza “Creative Commons“ e quindi ogni diffusione e distribuzione è benvenuta. Il link è http://www.italiaspiegataamiononno.com/

[Articolo di Nicola Prete]

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