n principio, la somma complessiva da stanziare a favore dei comuni
nuclearizzati ammontava a 71 milioni di euro, ma il 30 settembre
scorso, durante un consiglio comunale, il sindaco di Rotondella, Vito
Agresti, ha annunciato la decisione del CIPE (Comitato
Interministeriale per la Programmazione Economica) di ridurre il
risarcimento di oltre il 60%.
Una perdita importante che però non ha scoraggiato gli amministratori
rotondellesi ad organizzare, lo scorso 4 dicembre, un incontro pubblico
(Programmazione partecipata: ipotesi di utilizzo della compensazione
ambientale) per discutere, con cittadini e associazioni locali, sulle
possibili destinazioni del finanziamento.
Nel suo intervento il primo cittadino non ha mancato di ricordare il
suo impegno, in collaborazione con gli altri sindaci dei comuni
nuclearizzati, per il ripristino del finanziamento iniziale; oltre a
segnalare la volontà dell’intera maggioranza comunale di convincere
l’organo territoriale intemedio a destinare buona parte del
finanziamento compensativo provinciale a favore del territorio
rotondellese, tanto penalizzato negli ultimi anni proprio a causa della
persenza delle scorie nucleari nel centro Enea.
Anche se le richieste popolari hanno toccato diversi ambiti e settori
sui quali poter intervenire, come quello scolastico, attraverso il
miglioramento delle infrastrutture e della logistica, in particolar
modo per l’attività motoria; quello degli anziani, attraverso
iniziative tese a rendere la grande fetta di cittadini rotondellesi più
attivi sul piano sociale e umano; o ancora ambientale, attraverso
l’aiuto economico ai privati cittadini, oltre che agli imprenditori,
che abbiano la necessità di bonificare il proprio immobile
dall’amianto; le richieste più ambiziose sono arrivate dal presidente
della Coldiretti, Filomena Laguardia, che ha chiesto il 50% dell’intero
finanziamento per l’agricoltura, superando anche le consuetudini
comunitarie (l’UE assegna all’agricoltura il 40% dei fondi complessivi,
mentre gli imprenditori agricoli rappresentano solo il 6% della
popolazione totale); e da un comitato di cittadini di Rotondella 2,
guidato dall’ins. Santina Bianco, che ha evidenziato la necessità di
costruire una chiesa nelle vicinanze delle abitazioni, sia per la
dimensione religiosa che per la sua funzione di agenzia di
socializzazione.
Anche se non sarà facile, l’amministrazione si troverà presto a dover
scegliere se puntare alle cosiddette politiche generative, in grado
cioè di innescare nel medio e lungo termine uno sviluppo territoriale a
pioggia, oppure alle – tipiche italiane – politiche assistenziali. La
sintesi dovrà comunque orientarsi, indipendentemente dal buon senso e
dal rapporto costi-benefici, verso il miglioramento della qualità della
vita della popolazione
residente.

[Articolo di Gianluca Bruno]

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