Calabria, Puglia e Lazio sono le prime tre regioni a sottoscrivere i
protocolli d’intesa con il ministero dell’Ambiente per avviare il piano
di diffusione dell’energia solare. Le tre regioni ospiteranno i
progetti pilota degli impianti che consentiranno una riduzione
dell’utilizzo dei combustibili fossili e di conseguenza la riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra. In Calabria, come annunciato
dal presidente della regione Agazio Loiero, l’impianto “verrà istallato
nel crotonese, un territorio segnato da esperienze industriali
importanti spazzate via negli ultimi anni”. Si tratta di “nuove
frontiere per il Mezzogiorno” secondo il governatore della Puglia Nichi
Vendola mentre il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha
spiegato che gli impianti verranno collocati in alcune aree militari
dimesse: “C’è anche un significato pacifista in una scelta di questo
genere – ha detto – riconvertire un’area militare in un luogo dove sarà
prodotta energia pulita”.

Importante passo per un Mezzogiorno che si affianca alla linea di
condotta presentata a Bruxelles, in cui i Capi di Stato e di Governo
dell’Unione Europea si sono impegnati ad imboccare in modo deciso la
via delle energie rinnovabili e a portare entro il 2020 la percentuale
di energia verde al 20%. Dalla capitale belga a quella italiana il
passo è breve: lo scorso 12 novembre è stato approvato l’articolo 30,
relativo all’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili, e gli
articoli da 30-bis a 30-septies aggiunti dalla Commissione Bilancio.
Gli articoli 30, 30-bis e 30-ter – ha spiegato il senatore De Petris
(IU-Verdi-Com) – riformano il sistema degli incentivi, eliminando la
possibilità di erogare gli incentivi per le energie rinnovabili a fonti
energetiche assimilate e graduando i contributi in relazione alla
sostenibilità ambientale.
È proprio alla luce dell’interesse e dell’impegno che la questione
delle energie rinnovabili ha sollevato, che acquista maggiore rilievo
l’interrogazione urgente presentata dal capogruppo di Forza Italia in
Consiglio Regionale, Cosimo Latronico, al Presidente della Regione De
Filippo, per sapere “se il governo regionale non ritenga necessario ed
urgente intervenire in deroga alla lr n. 9/07 consentendo di utilizzare
gli incentivi del Decreto ministeriale n.19 del 19/02/07 anche per gli
impianti fotovoltaici diversi da quelli integrati e parzialmente
integrati”.
Latronico ricorda che con il provvedimento ministeriale “sono state
definite tariffe incentivanti per l’adozione da parte di persone
fisiche e giuridiche di sistemi di produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili, tra cui in particolare la conversione fotovoltaica
da fonte solare, solo fino al raggiungimento di un limite stabilito di
1.200 Mw”, ma “a fronte del generale interesse suscitato da tale
opportunità, in Basilicata è stata riscontrata un’oggettiva
impossibilità a realizzare impianti fotovoltaici diversi da quelli
‘integrati e parzialmente integrati’ per effetto delle limitazioni
imposte dalla Legge regionale n. 9 del 26/04/07, la quale non autorizza
gli impianti fotovoltaici che non rientrino nei limiti e che non siano
conformi alle procedure e alle valutazioni di cui al Piano Energetico
della Basilicata, almeno fino alla emanazione del nuovo Piano di
Indirizzo Energetico Ambientale Regionale”.

“Questa limitazione non
risulta in vigore in altre Regioni”, rileva ancora Latronico, che
sottolinea come “in questi giorni si è elevata la protesta di molti
imprenditori agricoli lucani che increduli e stupiti denunciano
l’impossibilità di realizzare impianti fotovoltaici sui suoli di
propria competenza, sui quali invece gli operatori economici del
settore manifestano da tempo grande interesse, e di beneficiare così
dei vantaggi previsti dal Decreto Ministeriale”, e chiede infine “quali
sono i motivi per i quali non è ancora stato emanato il nuovo Piano di
Indirizzo Energetico Ambientale Regionale previsto dalla stessa regge
regionale che potrebbe aprire nuove opportunità nel settore energetico
e produttivo”.

[Articolo di Tatjana La Paglia]

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