Lavoro a rischio per 15 operatori Aias impegnati in attività di assistenza ai disabili. A denunciarlo sono Cgil, Cisl e Uil a seguito dell’assemblea con i lavoratori tenutasi a Potenza nei giorni scorsi. “L’annuncio dell’interruzione già dal prossimo 1 dicembre del servizio di trasporto disabili curato dall’Aias di Potenza con il conseguente licenziamento di 15 operatori – denunciano Cgil, Cisl e Uil – ripropone ancora una volta tutte le problematicità legate agli enti che forniscono servizi ed assistenza ai disabili. In questo settore l’intreccio di competenze istituzionali, spesso caotico, tra servizio sanitario nazionale, servizio sanitario regionale e comuni, insieme all’assenza di una concreta politica regionale di programmazione di lungo periodo basata sui fabbisogni, sul dimensionamento dell’offerta in rapporto alla domanda, sulla qualità, sulla distribuzione territoriale ed anche sulla difesa dei livelli occupazionali del settore, ha determinato una condizione di perenne instabilità dei servizi di assistenza e accompagnamento ai disabili. Nel caso specifico – ricordano Cgil, Cisl e Uil – ci troviamo al cospetto di un ente che da circa 4 mesi non corrisponde la retribuzione ai propri dipendenti e che non ha riconosciuto gli adeguamenti contrattuali previsti fin dal 2001 con i relativi inquadramenti. Forte è il disagio dei circa 160 operatori impegnati nelle strutture che fanno capo all’Aias di Potenza, Villa d’Agri e Matera. Si tratta di lavoratori che sopperiscono con grande dedizione e spirito di attaccamento alle carenze strutturali dell’ente fornendo comunque i servizi a questa delicata fascia di popolazione. Questa situazione è il prodotto della scelta operata da tempo dalla Regione Basilicata di abdicare sostanzialmente al privato l’intera materia dell’assistenza ai disabili, laddove invece la presenza di un regolatore pubblico forte avrebbe garantito quegli elementi di confronto utili a definire standard omogenei e in cui la presenza dei soggetti privati avrebbe alimentato la concorrenza e quindi elevato la qualità complessiva dei servizi. La logica che al contrario è storicamente prevalsa ha determinato una condizione gestionale farraginosa caratterizzata da continui ritardi ed irregolarità da parte delle Asl al pagamento delle rette per questo tipo di prestazione. Rette che – precisano Cgil, Cisl e Uil – sono ferme da oltre dieci anni e per il cui adeguamento è stato proclamato uno sciopero il prossimo 30 ottobre. Giornata di sciopero che per l’Aias di Potenza assume ancora maggiore significato sia per i licenziamenti annunciati, sia per le pendenze contrattuali”. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto con urgenza un incontro al presidente dell’Aias di Potenza e all’assessore regionale alla sanità per difendere i livelli occupazionali e la continuità del servizio sul territorio.

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