L’elisir di lunga vita
Petrolio che bello! Proprio quando i comitati e i cittadini lucani hanno cominciato a dissentire – facendo fronte comune – sulla possibilità di assistere all’ennesima opera di ricerca e perforazioni petrolifere nella nostra regione, segnalando gravi carenze informative e di continuità sulla rilevazione dei dati del monitoraggio ambientale in Val d’Agri – previsto nel Protocollo di Intenti Eni-Regione del 1999 – ha avuto inizio sui mass media locali una sorta di “sciame mediatico” alquanto fastidioso e dissonante. Ad aprire le danze rituali di difesa dell’”ape regina”, ci hanno pensato alcuni assessori regionali, sponsorizzando qua e là poli di ricerca, opere architettoniche suggestive e progetti di sostenibilità ambientale, sulla falsa riga della meticolosa vita di ogni buon alveare dove “[…] le operaie provvedono alla conservazione del miele, le opercolatrici sigillano gli alveoli dov’è custodito il tesoro e le amazzoni del corpo di guardia sorvegliano giorno e notte che l’alveare sia al sicuro, controllando la soglia […]”. (La Vita delle Api – Maurice Maeterlinck). Gli interventi hanno riaperto antiche ma sempre attuali discussioni circa la compatibilità tra petrolio e parco, tra sfruttamento e tutela. Nelle opere sussidiarie propinateci a mezzo stampa si parla di nuovi “polmoni verdi” e di aree per migliorare la vivibilità dei centri urbani, creati grazie ai progetti di compensazione ambientale finanziati dall’accordo fra Eni e Regione. Stiamo parlando di 5.681.025 €.