Sono finalmente raccolte in pagine di ombre, le testimonianze di quelle assenze, il libro “I silenzi degli innocenti” di Giovanni Fasanella ed Antonella Grippo, presentato a Potenza presso il  club new evoè  è la voce “interna” di quell’ Italia. Voci descrittive di vuoti umani, di atmosfere costruite sui colori forti delle concezioni,  memorie di attimi vissuti sul confine tra la vita e la morte, bombe che continuano ad esplodere negli occhi di chi avrebbe voluto morire in quella piazza, su quel treno, in quella stazione per non pagare alla quotidianità il semplice e difficile prezzo dell’esserci.

Sono memorie di giornate, iniziate e non finite, di racconti che attraversano la polvere delle strutture sotto cui cadevano oltre alle idee, numerose vite di persone arrivando ad osservare il presente, che si manifesta beffardo, nelle aule delle Università dove gli ex terroristi ricoprono ruoli Istituzionali, dove gli ex brigatisti condannati continuano a scrivere le pagine del nostro Paese. Le vittime delle stragi degli anni Settanta e Ottanta, quelle di Piazza della Loggia, di Piazza Fontana del treno Italicus, della stazione di Bologna, le vittime dimenticate dallo Stato che non ha consegnato a quei “vuoti” la luce, che non ha posato un fiore sulle tombe, assumo, grazie alle testimonianze la forma di una memoria condivisa. Ci sono mondi di silenzio dietro quelle assenze, nelle profondità personali che spesso, inconsciamente rimuovono quegli istanti, quei distacchi, quasi per difendere l’apparente serenità che accompagna le esistenze, lasciando dietro quei “muri” le macerie di un passato doloroso.

Emergono frammenti, dalle pagine del libro, personali, “infiniti” attimi di distacco, che ricercano “spazi” su cui ricercare i sensi, la completezza di un ricordo, l’immagine di una figura, di un semplice sorriso. Spazi emotivi su cui la conoscenza differente, delimita realtà in cui le memorie scrivono pagine di silenzi rumorosi, spettatrici fino ad ora di dimenticanze volute, di storie scritte unilateralmente. Storie di persone e sogni, di prospettive e di ideali  gridati e caduti nelle manifestazioni, storie di rapporti differenti con la politica, pienamente vissuta che spesso ha nascosto sotto gli ideali e le  bandiere, i gesti criminali e privi di umanità, la voce che arriva dal silenzio doloroso del ricordo, consegna alle generazioni una conoscenza non più esterna di quel periodo.

Il libro, I silenzi degli innocenti custodisce memorie e domande ancora prive di risposte, di osservazioni legate alle scelte di libertà per persone che, durante quegli anni hanno costruito il terrore, libro di ricerca di un contatto con mondi silenziosi nascosti fino ad ora  nel dolore discreto e dignitoso, negli spazi scuri delle memorie.

[Francesco Cosenza]

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