La notizia della soppressione non è  stata confermata, certo è però, che se da un lato il Presidente della Regione Vito De Filippo si affretta a smentire le voci, dall’altro la bilancia dei manager di Trenitalia, non pende dal verso della conferma ma nemmeno verso quello della ritrattazione della notizia e il tutto viene rimandato alle mani della nuova Finanziaria del Governo. Dal canto suo, la Basilicata non attende inerme che dall’alto vengano prese decisioni sulla propria sorte: nell’attesa che questo sofferto ping-pong di notizie incerte trovi la sua direzione, alcuni esponenti regionali ci tengono a sottolineare che nessuno, in terra lucana, si presterà ad essere pedina immobile di iniziative così importanti per il Mezzogiorno. Numerose e di entrambi gli schieramenti politici sono le voci che si sono sollevate a gran coro, nei giorni scorsi, contro la presunta soppressione dei collegamenti ferroviari diretti che, dalla Basilicata, consentono di raggiungere la Capitale.

Franco Mattia (FI), Vicepresidente del Consiglio Regionale della Basilicata, ha risollevato l’attenzione  sul problema dei “rami improduttivi”, come vengono considerate le linee lucane per il numero di biglietti venduti e che continua a rappresentare l’unico fattore di valutazione sui costi-benefici del servizio ferroviario nel territorio lucano.
Innocenzo Loguercio, Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Basilicata, punta il dito sull’atteggiamento di Trenitalia, “la quale – afferma l’Assessore – anziché dare soluzioni migliorative alle recidivanti disfunzioni legate agli elementi tecnici propri del rapporto vettore, adotta soluzioni irresponsabili adducendo motivazioni di economicità senza mai interrogarsi se non siano le inadeguatezze dei mezzi e dei servizi offerti le vere cause della non fruibilità e quindi della non economicità aziendale”.

Giacomo Nardiello, capogruppo del PCDI, dal canto suo dichiara in consiglio regionale che, come già accaduto in passato, “abbiamo difeso a denti stretti il diritto degli utenti di aree del potentino già fortemente penalizzate nei servizi di trasporto pubblico e per questo se dovesse concretizzarsi il taglio delle corse dei treni principali per il collegamento da e per Roma faremo altrettanto”. “Un messaggio deve essere chiaro e forte – continua Nardiello – la Basilicata ha un pesante handicap infrastrutturale, e pertanto non può permettersi il lusso della riduzione di servizi di trasporto pubblico. Sarebbe un controsenso investire ed adoperarsi per accelerare l’operatività dell’aeroporto di Pisticci e non garantire ai lucani un treno moderno e veloce per Roma”.

Rabbia e incredulità anche da parte di Emilio Nicola Buccico, Sindaco di Matera, unica provincia italiana a non avere una stazione ferroviaria, che ha inviato un’interpellanza rivolta al Ministro dei Trasporti, dichiarando che non si tratterebbe di una “operazione chirurgica”, ma di una vera e propria “amputazione” delle funzioni vitali per l’economia regionale.
In Basilicata, insomma, il “treno dei desideri” è ben lontano dal portare soluzioni e sogni come nel noto programma televisivo condotto dalla Clerici, ma rimane uno dei pochi mezzi, a rischio di soppressione, in grado di coprire le esigenze di una popolazione a cui non viene garantita la possibilità di un trasporto sicuro, libero e democratico.

[Tatjana La Paglia]

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