[Articolo di Francesco Cosenza]

Le note, “leggere” spesso veloci, contengono i significati profondi ed i sensi ormai lontani, di ricerche ed espressioni uniche di contatto artistico con naturali dimensioni racchiuse nel corpo, origine di realtà ben definite, identitarie e comunitarie. Talenti e passioni muovono i ritmi dei sette musicisti che, nelle tarantelle, pizziche,tarante suonate e cantate, esprimono il forte legame con la propria storia, indirizzando le curiosità dei molti, verso non laterali interessi culturali, legati a geografiche aree limitrofe, non unici “spazi” presenti nel Mezzogiorno.

Le danze ed i canti eseguiti dai musicisti, comprendono, nelle analisi storiografiche entno-antropologiche, l’espressione di significativi contenuti culturali, racchiusi nei dialetti, nella carica rituale e religiosa delle danze, strumento comunicativo privilegiato, ove,  attraverso movimenti, interni ed esterni del corpo, il simbolismo assume un connotativo centro nei contesti comunitari e  religiosi. Gli usi ed i costumi popolari, narrati dalla musica, dalle danze, patrimonio culturale presente sul territorio, rivisitano secoli lontani, tempi di superstizioni, magie e figure carismatiche, rituali legati a feste, studi di ruoli e condizioni economico sociali dalle quali, scaturiva la nascita di mondi paralleli e codici racchiusi in contesti anche ristretti.
Orizzonti musicali vasti, quelli degli Arsumè (nome legato all’antica vicinanza con le danze di origini bacchiche ed alla presenza nelle tarantelle del vino, centrale elemento), note stese su un largo territorio regionale, che abbraccia tradizioni musicali delle aree calabro,lucane, campane, presenze di sonorità fortemente collegate alla condizione esistenziale, alla crescita identitaria ed alla costruzione di armonie collettive. Nelle tarantelle e nelle musiche tradizionali, proposte dal gruppo, vi è un chiaro desiderio di coinvolgimento, antico contatto culturale e volontà di esternare una passione che diviene voce narrante la nostra storia, che rivive la superficie del tempo e su questa  si “muove”, divenendo fascinazione.

Il gruppo musicale tradizionale, presente in numerose manifestazioni culturali cittadine, e non solo, proietta i suoi obiettivi verso confini ampi, più estesi, realizzerà presto un CD che raccoglierà brani di repertorio classico tradizionale, espressione e frutto di un attento lavoro di ricerca e rivisitazione di temi e contenuti tradizionali. Gli Arsumè: Maria Anna Nolè (voce, tamburello e danza), Michele di Giacomo (tamburello e cupa cupa), Viviana Fatigante (voce e nacchere), Mauro Cloralio (chitarra), Francesco Fabrizio ( tastiera, organetto e fisarmonica), Antonio Dagrosa (basso e contrabbasso), Piero Delle Noci (percussioni), parte attiva dell’Associazione culturale Ri-Morso che, opera nella ricerca e nello studio demoetnoantropologico, assume un privilegiato ruolo di rivalutazione e riscoperta delle radici della nostra comunità regionale.

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