Sguardi profondi sui sensi, sulle stagioni emozionali dell’artista siciliano che traccia linee profonde nell’intimo delle memorie, trasferite su tele ove le forme e le figure accolgono vaste ed intense atmosfere.
Appaiono calde le tinte, nei dipinti contenenti i paesaggi, e le giovanili memorie legate alla terra natia, che rende chiaro il legame mai dimenticato con la propria storia e, nato negli orizzonti di sole e sui gesti  antichi dei  contadini, spesso ritratti accanto al mare.
Elementi centrali questi ultimi, posti sui colori intensi  che, hanno vissuto differenti visioni e significati, suggeriti dal tempo e dal contesto storico, spesso di connotazione politica ed etica, espressione di un sentimento forte mai distante dalle forme organizzative del quotidiano.
Nel chiaro-scuro, disegnato dalla matita, quasi a sottolineare una  semplicità voluta, il “Pescatore siciliano”   appare, disegno appartenente agli anni Quaranta.
Maestro del particolare “rubato”, racchiuso nella grande volontà descrittiva, dove i momenti ritratti, spesso adagiati  su corpi nudi, nascondono il fascino senza tempo dell’intensa partecipazione dei sensi.
Molte delle opere esposte in Pinacoteca, che abbracciano un arco temporale significativo di attività artistica  che, va dal 1946 al 1986, ritraggono nudi di donne in luci diversificate, spesso addormentate, ove la natura assume centrale impatto ed il pudore cade sui sentieri dell’eros, ed in assolute libertà descrittive.
L’intimità trasferita su tele e disegni, degli anni Sessanta , Settanta ed Ottanta, quasi “fotografie” poetiche di intensi vissuti, colloca, il maestro in un universo di mistero e fascino ove le figure comunicano momenti e storie e non si distanziano dal circostante, assumendo naturalezza nelle posture ed evidenziando, quindi, legami.
L’amore e l’eros presenti, nei numerosi dipinti del massimo esponente di quella corrente realista degli anni Cinquanta, che si contrappose al formalismo astratto,  emergono quasi “ossessivamente”  nella mostra potentina, delimitando spazi memoriali e profonde immersioni in liberi contesti, ove la bellezza estetica si fonde al significato profondo dell’opera.
Le donne ritratte in varie posizioni, figure vigorose, spogliate di inibizione e pudore, rendono chiare le idee di eros poste su creazioni, provocatorie  per quella ampia parte di società borghese abituata a vivere nelle concezioni “filtrate”e proiettate su realtà, imposte da morali e tradizione.
La natura, la sensualità visitate e trasferite in immagini libere, in dimensioni prive di sensi borghesi, richiamano la spontaneità originaria dell’universo femminile che, appare, nei dipinti di Renato Guttuso in intense forme, immerse nel fascino misterioso e fantastico, mai osceno del corpo. La prestigiosa esposizione, sarà in Pinacoteca Provinciale fino al 30 Luglio 2007.

[Francesco Cosenza]

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