Circa venti giorni fa il Sindaco di Lavello Dott. Gennaro di Noia ha presentato le sue dimissioni, e, in questi giorni, le ha revocate.
Con una lettera aperta alla cittadinanza spiega il perché di questa decisione, facendo inoltre il punto sulla situazione odierna della sua amministrazione. Il motivo fondamentale delle dimissioni è stato il fatto che, come è scritto, l’ Amministrazione non riusciva ad “operare in piena autonomia” e serenità.

Negli ultimi tempi il Sindaco è stato oggetto delle ciniche frecciate a suon di volantini della Civica, all’ opposizione, e delle critiche della stessa maggioranza ( vedi Democratici di Sinistra ). Il suo è stato un tentativo per richiamare le varie forze politiche ad un dialogo serrato, nell’ interesse della cittadina dauna. Sottolinea, Di Noia, come la sua Amministrazione si sia impegnata per la comunità su diversi fronti, il servizio sanitario, con il 118 e il laboratorio analisi, il disastro idrogeologico, con l’ inserimento nel piano nazionale di emergenza, il piano urbanistico, tra le altre cose il completamento dell’ area per il mercato quindicinale, ed infine la politica fiscale di Lavello. Queste le parole del Sindaco, che non sembrano impressionare positivamente le varie fazioni politiche. Inadeguato, per i DS, aprioristicamente incapace, inutile, per la Civica. Quello che è certo è che da diverso tempo Di Noia è il bersaglio delle critiche più dure, e dirette, e molto probabilmente, visto che Lavello non è una città, ma una cittadina di tredicimila abitanti, queste critiche riflettono l’ opinione pubblica.

Il Sindaco, dal canto suo, si trova nella scomoda posizione di occupare la poltrona più alta della politica cittadina, e allo stesso tempo di essere fortemente, e duramente criticato, dalle forze politiche, anche quelle che lo hanno portato dov’è ora. Alla comunità non resta che assistere a questa crisi palese e aspettare un ritorno alla stabilità politica, come tra l’ altro si auspica il Sindaco stesso, chiamato da molti “il milanese”, visto il suo andirivieni da Lavello a Milano. Nel rispetto della lealtà verso i cittadini, questa lettera, affissa per le strade, spera di riaprire un varco di tolleranza ed equilibrio nella politica lavellese, perché la comunità venga servita nel miglior modo possibile.

[Mattia Tufariello]

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