Il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, commentando i primi dati Inail sull’andamento del fenomeno infortunistico in Basilicata nei primi quattro mesi del 2007, invita a non abbassare la guardia e a tenere ferma la barra sulle politiche di controllo e prevenzione. “La riduzione di quasi duecento unità degli incidenti denunciati è il piccolo segnale di una prima inversione di tendenza che ora va opportunamente sostenuta e consolidata”, dice Falotico che, allo stesso tempo, invita a non sottovalutare “il mondo omertoso del lavoro nero dove gli infortuni restano molto spesso nascosti”.

“È nei cantieri fantasma e nei sottoscala – prosegue il leader lucano della Cisl – che si annidano le situazioni più perniciose per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nel solo settore edile, il più esposto al fenomeno, il 60 per cento degli incidenti avvengono per caduta o folgorazione. Cause totalmente prevedibili se solo si attuassero con rigorosità i piani di sicurezza sui cantieri. In questo senso una più stringente applicazione del cosiddetto Durc (Documento unico di regolarità contributiva) rappresenta un primo significativo segnale di cambiamento”.

Secondo Falotico “è in questa area grigia a cavallo tra legalità e illegalità che dobbiamo focalizzare i nostri sforzi non solo in termini di repressione, potenziando le attività di vigilanza e controllo, ma anche in termini di prevenzione e diffusione di una cultura della legalità e della sicurezza. Perché i due aspetti sono strettamente correlati: dove non esiste il rispetto delle regole, il rischio statistico di incidenti sul lavoro, a volte con conseguenze mortali, è più elevato”.

Falotico ricorda infine che è in discussione con la giunta regionale una proposta legislativa che istituisce l’osservatorio permanente sul fenomeno degli infortuni e che a parere della Cisl andrebbe integrata, tra l’altro, con un fondo di primo intervento per alleviare i disagi delle famiglie dei caduti sul lavoro. “Solo attraverso una puntuale azione di prevenzione, che va attuata stabilmente con la costituzione del comitato regionale sulla sicurezza previsto dalla legge 626 – conclude Falotico – potremo sconfiggere la piaga delle morti bianche e abbattere allo stesso tempo il costo umano e sociale degli infortuni sul lavoro”.

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