“Il ddl che riorganizza il sistema sanitario regionale è un sensibile passo in avanti verso la costruzione di un welfare a dimensione di persona”. Così a caldo il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, sul riordino del sistema sanitario regionale approvato ieri dalla giunta regionale. “Una riforma che il sindacato invocava da tempo – dice Falotico – per completare il percorso di integrazione tra sistema sanitario e socio-assistenziale e riallineare la gamma dei servizi ai mutati bisogni di assistenza delle famiglie lucane, qualificando al contempo una spesa a volte troppo frammentata. Pur essendo prematuro esprimere un giudizio articolato e definitivo sul merito del provvedimento, l’impianto del ddl è una buona base di partenza per avviare una fase di concertazione seria. A nostro avviso esistono le condizioni per ridurre le poltrone, quindi i costi, e aumentare la dimensione quantitativa e qualitativa dei servizi, salvaguardando al contempo le giuste ambizioni delle professionalità interne”.

“La sensibile riduzione a due del numero delle Asl e la conseguente riorganizzazione dei servizi sul territorio – prosegue Falotico – segnano a nostro avviso un deciso avanzamento nella pratica riformatrice di un governo che, al contrario, finora aveva dimostrato sul tema non poche timidezze e reticenze. Ora la giunta regionale deve proseguire con coraggio e risolutezza nel solco appena tracciato e mettere in cantiere una più larga ed ambiziosa riforma del modello di governance locale a partire dalla ripresa del confronto sulla riforma dello statuto regionale che dovrà sancire una più omogenea ed equilibrata distribuzione di poteri e responsabilità ricomponendo in tal modo un modello di governo e amministrazione che ha scontato finora frammentazioni e duplicazioni di centri decisionali e di spesa”.

A parere del leader della Cisl “il governo deve prendere il coraggio a due mani e sfoltire l’affollato sottobosco di enti sub regionali che costituiscono una pesante voce di spesa e un palese ostacolo burocratico alla piena espressione delle energie vive della società lucana”. A partire dalle comunità montane che Falotico giudica “una esperienza di governo territoriale ormai antistorica che va superata adottando il modello delle città territorio che consentirebbe anche alle piccole comunità locali di realizzare notevoli economie di scala ed erogare così servizi di qualità che corrispondono ai nuovi bisogni degli enti locali come la gestione dei rifiuti, i piani sociali di zona, i trasporti, le attività produttive, etc”.

“Dal nostro canto – conclude Falotico – siamo pronti a sostenere una vera ed incisiva stagione di riforme e a fare la nostra parte per accompagnare con senso di responsabilità e spirito di servizio il più complessivo processo di ammodernamento della governance regionale. C’è lo chiede una regione che vuole diventare più moderna, trasparente e solidale”.

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