Il Testo Unico approvato qualche settimana fa dal Governo Nazionale è un pietra angolare nella lotta agli infortuni sul lavoro e alle morti bianche, una riforma di civiltà che si deve alimentare di maggiori controlli, di un maggior ruolo delle regioni e di politiche che sostengano la buona impresa e il buon lavoro. La sicurezza ed il rispetto delle regole sono condizioni necessarie per innescare dinamiche di crescita economica e sociale, per rendere eccellente un territorio, per alimentare una sana competizione tra le imprese che facciano leva sul capitale umano per dare qualità al processo ed al prodotto. Tutti devono concorrere a rendere esigibili i diritti e i contesti favorevoli per rafforzare ed implementare gli insediamenti produttivi e la qualità del lavoro.

La Festa del Primo Maggio deve rappresentare l’incessante sforzo di individuare strade attraverso le quali, soprattutto in Basilicata, si concorra a sostenere, in diversi ruoli e con diverse responsabilità, un cambio di passo per una maggiore qualità della democrazia e dello sviluppo, per un nuovo patto di cittadinanza, per una più avanzata relazione tra politica e società.

Questo, credo, sia il miglior modo per interpretare e per riflettere tanto sull’appello dei Vescovi lucani quanto sulle iniziative promosse per domani da CGIL-CISL-UIL; insomma il terreno sul quale cimentarsi nella difficile sfida del governo e nella impegnativa costruzione del Partito Democratico, lo slancio riformatore che non disperda il valore dell’unità del mondo del lavoro e delle sue rappresentanze.”

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