A margine dell’assemblea dei lavoratori del consorzio agrario regionale tenutasi ieri i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Antonio Pepe, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, unitamente ai segretari di categoria Sergio Navarra (Flai-Cgil), Antonio Lapadula (Fai-Cisl) e Rocco Della Luna (Uiltucs-Uil) hanno espresso profonda delusione per l’esito del vertice dei giorni scorsi con la giunta regionale. In particolare i dirigenti sindacali non condividono e definiscono “contraddittorio e ambiguo il comportamento della Regione
Basilicata che con il responsabile della task force regionale Nardozza
dichiara alla stampa la mancanza delle condizioni tecniche per applicare ai lavoratori del Car i benefici previsti dalla legge 410 e con il presidente De Filippo che invece durante la riunione con le forze sindacali ha dichiarato testualmente che ‘non ci sono le condizioni politiche’ per applicare questa legge. I lavoratori pretendono che sia fatta chiarezza – proseguono i dirigenti Cgil, Cisl e Uil – sul percorso ‘politico’ che la giunta regionale intende intraprendere per garantire una prospettiva occupazionale ai
lavoratori del consorzio”.

Una prima occasione per sciogliere il rebus sarà l’incontro già in calendario per il prossimo 27 aprile tra Regione e parti sociali. “La giunta regionale ha tre giorni di tempo per diradare la confusione che aleggia sulla vicenda e definire una linea di condotta seria e credibile”, sostengono i leader di Cgil, Cisl e Uil, che ribadiscono inoltre la necessità di “perseguire in primis la definizione di un piano imprenditoriale, l’accompagnamento per i lavoratori prossimi alla pensione e anche l’utilizzo della legge 410 con percorsi di reimpiego dei lavoratori del consorzio. In assenza di novità
sostanziali i lavoratori annunciano di valutare il ricorso a forme di lotta più incisive pur senza abbandonare la via maestra del dialogo istituzionale. A partire da un rapporto privilegiato con gli enti locali”. Nel corso del vertice, infatti, si è deciso di chiedere un incontro con il presidente dell’Anci, Vito Santarsiero, che nei giorni scorsi, ricordano le organizzazioni sindacali, “aveva manifestato la sua solidarietà ai lavoratori del consorzio agrario per valutare la fattibilità, nell’ambito dei comuni, dell’applicazione della legge 410”.

Intanto i lavoratori del consorzio agrario hanno annunciato la propria
adesione alla manifestazione per il 1 maggio che si terrà a Sant’Angelo le Fratte “per denunciare l’immobilismo del governo regionale sulla vicenda”.

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