Secondo le stime dell’Eurispes sono oltre 2.130.000 gli individui che hanno “sniffato” cocaina almeno una volta nella vita e, dato ancora più eclatante, quasi 700.000 coloro che lo hanno fatto nel corso dell’ultimo anno, mentre i consumatori nell’ultimo mese sono oltre 286.000.
L’Eurispes già da qualche anno ha segnalato come l’aumento di consumo della cocaina caratterizzi soprattutto l’universo giovanile, secondo un quadro che vede un incremento dell’abitudine alla poliassunzione (utilizzo contemporaneo di più sostanze in modo non controllato e spesso inconsapevole).
Nel 2004, in particolare, uno studio fatto su giovani adolescenti (un campione di 5.710 ragazzi/e di età compresa fra i 12 e i 19 anni) in relazione all’uso di droghe, fumo, alcolici e superalcolici, ha consentito l’identificazione di quattro tipologie di adolescenti italiani in: virtuosi (72% del totale. Non che non bevono né fanno uso di droghe); conformisti (23% del totale. Sono fumatori frequenti di droghe leggere); sintetici (3% del totale. Fanno uso di droghe sintetiche accompagnate da dorghe come cocaina e crystal); anfibi (2% del totale. Fanno uso di cocaina che offre loro una doppia soddisfazione: il vivere lucidamente nel mondo della ‘normalità’ e l’ ‘andare al massimo’ nel mondo instabile della trasgressione.
Oggi la cocaina è una droga accessibile a tutti, grazie alla sua maggiore disponibilità sul mercato e alla diminuzione dei costi. Uno dei fattori estremamente significativi che determinano la diffusione del consumo della cocaina è proprio il calo del suo prezzo sul mercato. I dati forniti dalla DCSA (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) evidenziano una sostanziale diminuzione dei prezzi nel quinquennio che va dal 2001 al 2005.
Considerando l’oscillazione del prezzo minimo e massimo riscontrato nel 2001, che va dai 90 ai 108 euro al grammo e quella relativa al 2005, che va dai 77 ai 97 euro al grammo, si osserva una diminuzione del prezzo medio di 12 euro al grammo. Infatti si passa da un prezzo medio di 99 euro al grammo nel 2001 agli 87 euro al grammo nel 2005.
Consumi e diffusione della cocaina. Dalle recenti rilevazioni sul consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione italiana, emergono dati allarmanti per quanto riguarda la diffusione della cocaina in corrispondenza delle tre fasi (consumo nella vita, nell’ultimo anno e nell’ultimo mese) utilizzate dall’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze di Lisbona, come indicatori sui consumi delle droghe nella popolazione.
Il 6,7% del campione formato da individui di età compresa fra i 15 e i 54 anni (2.130.256 individui), ha fatto uso di cocaina almeno una volta; il 2,2% (699,487 individui) sostiene di aver fatto uso di cocaina negli ultimi 12 mesi; lo 0,9% (286.154 individui) nell’ultimo mese. Il consumo quotidiano di cocaina è riferito, infine, dallo 0,1% del campione.
Se nel 2001 l’1% circa degli intervistati dichiarava di aver consumato cocaina negli ultimi dodici mesi, il dato risulta raddoppiato nel 2005. Se dal 2001 al 2003 la popolarità della cocaina resta costante (1,2%), cresce nel 2005 (2,2%). Questa impennata risulta in controtendenza sia rispetto all’incremento del consumo nella vita (in aumento costante e progressivo), sia rispetto al consumo della cocaina nell’ultimo mese (in leggera flessione rispetto al biennio 2001-2003).
Sempre in riferimento alla crescente popolarità della cocaina tra il 2001 e il 2005, è stato osservato come siano generalmente i maschi di età compresa fra i 25 e i 34 anni ad essere colpiti in modo significativo dal problema. Infatti la percentuale di maschi che dichiarano di aver consumato cocaina nell’ultimo anno, sale dal 2,6% (nel 2001) al 4,3% (nel 2005).
Consumatori problematici di cocaina in trattamento. Se dal 1991 al 1999 il numero di utenti in carico presso i Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) per consumo di cocaina come sostanza primaria si attestava al di sotto del 5% degli utenti totali, dal 2000 al 2005 gli utenti in carico per uso problematico di cocaina sono più che raddoppiati (rispetto al totale), raggiungendo quota 13,2%.
Tra le regioni italiane è la Lombardia quella che registra all’interno delle proprie strutture la maggiore percentuale di abusatori di cocaina come sostanza primaria (24,8%). Seguono (a 10 punti percentuali di distanza) la Sicilia, il Lazio, L’Emilia Romagna e la Campania, con tutte percentuali di consumatori problematici superiore al livello nazionale (13,2%). Nelle restanti regioni gli abusatori di cocaina variano tra il 3,5 e l’11%.
Il dato più significativo su cui riflettere è che se nel 1991 gli abusatori di cocaina erano il 23% degli utenti totali, nel 2005 sono passati al 43,3%. Tale dato dovrebbe essere valutato alla luce di una generale necessità di adattamento da parte dei Sert, che hanno progressivamente perso la connotazione di servizi destinati in larga parte agli abusatori di cocaina.
Decessi correlati all’uso di cocaina. I dati forniti dal DCSA, mostrano che nel 2005 si sono avuti 603 decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti. Nello specifico, il 42% dei decessi è imputabile al consumo di eroina, il 7% a quello di cocaina, e l’1% per il metadone. C’è da tenere in considerazione il fatto che nel restante 50% di questi casi la sostanza non è stata indicata.
Traffico di cocaina. Nel 2005 le Forze di polizia hanno sequestrato 4.369 kg di cocaina. Nel 2004 e nel 2003, invece, i kg sequestrati erano stati circa 3.500 per ciascun anno (rispettivamente 3.539 e 3.587). Nel 2005 le regioni maggiormente interessate sono state la Lombardia (oltre 1.400 kg sequestrati), il Lazio (oltre 800 kg sequestrati), la Toscana (800 kg circa sequestrati), la Campania e la Liguria (in entrambe oltre 200 kg sequestrati).
Il totale dei reati connessi al consumo di cocaina è costantemente aumentato dal 1996 al 2005, anno in cui sono state effettuate 12.078 segnalazioni. Confrontando questo dato con quello del 2004, anno in cui sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 11.822 persone, se ne deduce che l’incremento percentuale si attesta intorno al 2,16%.

“OUTLOOK” Uno sguardo fuori regione
Rubrica di scienze economiche e sociali
a cura di Rosario Palese
(ISSN 1722-3148)

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