Doppio traguardo, quindi, quello raggiunto da Gianvito, un giovane che come molti altri in Italia si è trovato ad affrontare il difficile problema del lavoro, ma che come pochi ha dovuto lottare oltre che con le risapute difficoltà d’impiego, anche con quelle sociali di una ‘diversità’ che fatica ad imporsi.

Gianvito ha iniziato a lavorare  come commesso all’Ufficio relazioni con il pubblico, cioè in quella parte dell’Azienda in cui è maggiore l’attenzione per le esigenze dei cittadini e per le pari opportunità; una posizione, insomma, particolarmente significativa che ha avuto un ruolo fondamentale nella completa integrazione oltre che con i colleghi, anche con il pubblico. Bisogni, aspettative e desideri del ragazzo sono stati alla base del lavoro compiuto dallo staff di operatori insieme alla famiglia. Un inserimento graduale che ha portato alla formazione di rapporti interpersonali sereni, permettendo così a Gianvito di muoversi autonomamente all’interno della Asl, di adempiere perfettamente alle proprie mansioni quotidiane e di migliorare le proprie abilità comunicative e relazionali. Un risultato sicuramente positivo che permetterà al ragazzo di poter applicare l’esperienza appresa anche presso la nuova sede di lavoro al Distretto sanitario di Montescaglioso; e a molti altri giovani e alle loro famiglie di poter guardare oltre la barriera della difficoltà d’integrazione e dell’accettazione sociale.

Un “lavoro” che in Basilicata ha appena iniziato il suo lungo e sicuramente difficile percorso, in un territorio in cui il problema occupazionale è ampiamente diffuso e c’è una scarsa cultura all’integrazione. È per questo che già da tempo, l’AIPD si è impegnata nell’organizzazione di convegni e incontri per diffondere cultura rispetto al tema dell’inserimento lavorativo di persone con sindrome di Down e poi sensibilizzando le aziende. Molte le iniziative italiane che portano il problema dell’integrazione, anche lavorativa, di ragazzi meno fortunati ed etichettati come “diversi”, in giro per le città, nelle sale, ai convegni. Pochi ma fondamentali i risultati ottenuti su tutto il territorio nazionale, nel complesso sono: 10 inserimenti a Roma, di cui 6 assunzioni part-time a tempo indeterminato, 3 tirocini finalizzati all’assunzione e 1 tirocinio formativo concluso; 2 inserimenti a Taranto, 1 assunzione part-time con contratto di formazione-lavoro e 1 tirocinio formativo; 2 assunzioni part-time a tempo indeterminato a Venezia; 1 assunzione a tempo determinato a L’Aquila; 2 tirocini formativi a Nardò ed infine 1 assunzione full-time a tempo determinato a Matera.

Numeri che rappresentano completamente lo scenario debole e frammentario del nostro sistema produttivo, incapace di utilizzare a pieno le risorse assegnate a sostegno del diritto al lavoro dei disabili previsto dalla legge 68 del 1999, che prevede l’erogazione di agevolazioni finanziarie sotto forma di fiscalizzazione totale o parziale degli oneri sociali, alle imprese con più di 15 dipendenti. Ma spesso le aziende soggette all’obbligo preferiscono ricorrere all’esonero parziale previsto dall’art. 5 o al pagamento di sanzioni amministrative. Maggiori controlli e aumento delle sanzioni, quindi, risultano i presupposti più diretti ed efficaci affinché il prossimo 16 aprile, i dati di una tabella ancora scarna possano testimoniare il reale grado d’integrazione e apertura del nostro Paese.

[Articolo di Tatjana La Paglia]

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