Al tavolo presenti ovviamente per la maggioranza donne, di cui si ricordano per importanza Antonietta Botta, Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità e la Segretaria Regionale della CGIL Giovanna Galeone, oltre alla referente dell’ associazione Famiglie Risorsa Amarena, che ha coordinato gli interventi,  alla psicologa Cinzia Maroccoli, e al sociologo Ivano Scotti.

Le cifre sulla violenza sulle donne sono allarmanti, in quanto esprimono uno status quo problematico. Dai dati ISTAT del 2002, infatti, come ha illustrato Scotti, le cosiddette donne in carriera, per lo più sui 35 anni, quindi con titolo di studio, e che occupano posizioni dirigenziali in passato riservate agli uomini, sono frequentemente vittime di violenza. Come se queste donne non potessero aspirare a ruoli che il cosiddetto “Equilibrio dei Generi” vuole assegnati agli uomini…

Si arriva alla violenza fisica, ma prima si passa per la violenza psicologica, e, per le donne in carriera, per telefonate oscene, pedinamenti, e fenomeni analoghi, perpetrate soprattutto da partner e amici. Questo, come discusso in serata, fa emergere la figura negativa dell’ uomo “macho”, come ha sostenuto la Galeone, che non accetta che venga surclassato in attività che la società ha sempre ritenuto assegnare al sesso maschile.

D’ altronde, da sottolineare altresì, sempre attenendosi ai dati ISTAT, che le donne che ricoprono ruoli per così dire “alti”, vengono retribuite con compensi inferiori ai colleghi maschi. Questo invita a riflettere, poiché la società deve cambiare, ma prima di tutto la psiche, come sostiene il filosofo Galimberti, di cui la Maroccoli, del Telefono Donna di Potenza, ha letto alcune righe.

Molte volte, anzi il più delle volte, riferisce sempre la Maroccoli, la donna non sa che la violenza che subisce è un reato punibile dalla legge, e la donna, quando subisce violenza, che è soprattutto violenza domestica, tende a colpevolizzarsi, come se fosse una violenza meritata. A dir poco assurdo. Ancora più assurda però è la frequenza con cui questi fenomeni vengono perpetrati.

Da segnalare, infine, l’ assenza di giovani, donne ovviamente, ma anche uomini, cosa sottolineata anche dalla Botta e dalla Galeone, per cui evidentemente non si è riusciti a trasmettere i valori di un tempo, nonché il senso delle battaglie sociali passate.

Hanno chiuso la serata un dibattito di breve durata e la pur breve ma significativa relazione di Giuseppe Foscolo, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Lavello.

Mattia Tufariello

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