Nella formula di Nicolais si è parlato anche di valutazione. Il ministro, in merito, ha affermato che l’autonomia senza valutazione è un caos, quindi la necessità è che le Università introducano forti sistemi di autovalutazione. “L’università continua ad essere gestita secondo lo storico e orgoglioso modello di autoreferenzialità dei dotti, senza dover rendere realmente conto né ai portatori di interesse diversi dagli stessi docenti, come gli studenti, le forze sociali e il territorio, né ai maggiori finanziatori, che sono lo Stato e le Regioni”.

Un Nicolais a 360° che si “esercita in imbeccate” anche circa il precariato universitario, ricordando che l’impegno preso dal Governo, in tempi non sospetti, è stato quello di eliminare qualsiasi forma di precariato entro la fine della legislatura, e lo stanziamento di 30 milioni di euro, ai quali verranno aggiunti i 60 del 2008 e i 90 del 2009, avvalorano questi programmi, unitamente all’avvio, quasi imminente, dei nuovi concorsi per i ricercatori e per il personale tecnico-amministrativo. Per questi ultimi si sta studiando un sistema basato sull’utilizzo dei fondi per la ricerca.

Sulla stessa falsa riga è intervenuto il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, che ha perentoriamente ribadito il dissenso per le condizioni della ricerca. “Il problema delle retribuzioni dei giovani ricercatori che si dedicano alla scienza in Italia è il più grande oltraggio sociale al principio del merito che si possa immaginare”.

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