[Articolo di Lucia Pia Caggiano]

Il giovane lucano incomincia a suonare la chitarra da bambino, prima guidato dal padre e poi presso il Conservatorio del capoluogo della regione Basilicata. Nel 1985 lascia gli studi classici intrapresi per dedicarsi da autodidatta allo studio della musica jazz e negli anni ’90 incomincia a esibirsi con molti musicisti di fama internazionale, tra i quali Renzo Arbore, Jimmy Owens o Rick Margitza. Durante lo stesso periodo è partecipe a varie manifestazioni importanti, quali il “Festival International de Musica de Zumaya (Bilbao,Spagna) Jazz & Image 2000” o “Bologna Jazz Festival 2000”.

Il 1997 è inoltre l’anno in cui vince sia il premio nazionale Massimo Urbani che il “Concorso Nazionale Baronissi Jazz” nella categoria professionisti con la sua band. Per un breve periodo vive nella città di Parigi, ove suona in diversi club e ha la possibilità di confrontarsi con molteplici autori di musica jazz francesi. Ritorna in Italia a fine anni ’90 e diviene un membro dell’ “ensemble Gregory’s Nighthawks”, un gruppo formato da una dozzina di musicisti che si esibiscono al Gregory’s jazz pub, uno dei locali più rinomati e amati dagli appassionati al jazz americano. Nello stesso periodo realizza il suo primo lavoro discografico, “Just in time” (Philology W135), insieme a Franco D’Andrea.

Dal 1996 si esibisce per di più, in un quintetto insieme al sassofonista Carlo Atti, all’interno di vari club musicali in Italia. Partecipa anche a una serie di tournée europee con Renzo Arbore; il gruppo si esibisce in vari teatri, quali Sistina di Roma, Carlo Felice di Genova, Regio di Parma, Sporting Club di Montecarlo, Bellini di Catania.

Ha tenuto in aggiunta a Bilbao (Spagna) corsi di improvvisazione in qualità di docente ed effettua  seminari in varie città italiane. È condirettore della facoltà di chitarra presso l’Università della Musica di Roma, svolgendo la sua attività didattica sulla Storia del Jazz.
È di questi giorni la presentazione a Roma, del suo secondo disco insieme a un grande sassofonista quale  Red Pellini. Il nuovo disco infatti si intitola “Red Pellini & Emanuele Basentini ovvero Red ed Boss gang” prodotto dalla Miccaclub records. Alla realizzazione del disco hanno partecipato M. D’Avola (sax tenore), A. Gravish (tromba), P. Farinelli (Sax alto), L. Borghi (pianoforte), V. Florio, M. Loddo e G. Talone (c.basso), M. Valeri, N. Angelucci, R. Pistoleri  (batteria) – special guest: C. Atti (sax). Al momento E. Basentini si esibisce insieme alla sua band nel jazz club Alexanderplatz di Roma.

La specializzazione del musicista lucano è il jazz. Quel jazz che affonda le sue radici nella travagliata storia americana segnata anche da sfruttamento e povertà, i quali vedono per protagonisti i deboli e gli indifesi. Questi ultimi, privi di armi e difese, si sono rifugiati nel magico mondo della musica, dando espressione alle passioni più vere e profonde, che sopravvivono nei cuori degli esseri umani anche a distanza di secoli. La musica vera ha il potere di toccare i punti del cuore dell’uomo più puri e sinceri, facendo sentire le emozioni espresse da grandi musicisti e compositori. A questo si ispira il Basentini e con lui tutti i musicisti che si allontanano dalla musica composta soltanto per motivi economici o utilitaristici…

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