L’ipotesi di perimetrazione per quanto disomogenea, interpreta i diversi territori di un’area che ha una fortissima valenza naturalistica con emergenze e siti di importanza straordi-naria su cui sarebbe stato un delitto non avviare un processo di tutela e salvaguardia ma, anche e soprattutto, una decisa azione di valorizzazione. La circostanza che vede l’area interessata da notevoli attività produttive ed agricole, fon-damentali per l’economia del Vulture, non impedisce che ci si possa incamminare verso l’interpretazione di un nuovo modello di governo del territorio che fa della sostenibilità il suo cardine fondamentale.

L’equilibrio che governa la proposta di legge istitutiva è il punto più alto di mediazione tra le esigenze della salvaguardia e quelle dello sviluppo, tra il fondamentale compito di preser-vare le biodiversità e una certa diffidenza con cui le popolazioni guardano ancora ai parchi natu-rali.
La Provincia di Potenza, attraverso il contributo dell’assessorato e della struttura tecnica, in un rapporto di vera collaborazione con il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e tutti gli amministratori locali interessati,  ha fornito un  contribuito non secondario alla felice conclusione di un iter che da oggi trasferisce una grande responsabilità al legislatore regionale.

Perché il parco rappresenti davvero uno strumento ulteriore per il territorio circa lo sviluppo economico, sociale e culturale sarà determinante l’approccio che la politica, tanto regiona-le quanto locale, riuscirà a praticare in vista di scelte capaci di non perdere di vista l’obiettivo fondamentale della nascita di un parco. Quello di guardare al futuro.

[Giancarlo D’Angelo, Assessore Aree Protette Provincia di Potenza]

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