[Articolo di Francesco Cosenza]

Pitagora e gli sciamani, parallelismo che sfiorando vicini contesti storici (Indiani d’America), tocca millenarie costruzioni di mondi altri, vissuti in Basilicata, sede contestuale dove, personaggi in “ricerca”, figure mistiche e vicine, ampliavano notevolmente l’orizzonte del pensiero. Isolate, le figure in ascesi, privilegiato contatto con gli spiriti protettori, senso contemplativo del reale, dove il simbolismo assume nitide linee di principio divenute successivamente formazione per gli studiosi.

Pitagora in Magna Grecia intorno al 570 A.C., centrale presenza che abbraccia millenni di pensiero e visioni dello stesso, luce sullo sconosciuto, spesso temuto circostante, ha con la sua Scuola, presente in diversi centri regionali, iniziato allo studio numerose menti.
Con lo studio della matematica, il rovesciamento dei valori tradizionali, il differente ordine cosmico, la ricerca ed il “contatto”, l’abbandono del corpo, Pitagora, accompagnava elevate religiosità a Metaponto ed altrove. Precisi pensieri, fermi su materia varia, notevoli presenze archeologiche in regione, rendono analisi racchiuse in immagini, dove, le presenze laterali di stelle (sette), i fulmini ed i gesti umani in sfere centrali, delimitano, nell’ampliamento del pensiero le nuove costruzioni logiche.

Le scuole, limitato spazio sull’infinito, sede di tensioni morali che pochi sapevano assimilare, espressione di ordini ed organizzazioni, regolate da precise norme di convivenza e comportamento, nei quali, la scienza e la dottrina costituivano uno strumento comune, favorivano la crescita comunitaria culturale quindi umana. Universo inteso come armonia e numero, regolarità matematica aperta sulla nuova prospettiva di lettura della realtà, di tutti i suoi elementi. Scoperte di rapporti armonici, grande attenzione rivolta alla musica, nelle “sedi del pensiero” presenti in regione, elementi e strumenti di purificazione e di catarsi, traducibili in determinazioni numeriche che, come i fenomeni dell’universo (scomposizione in anni, mesi, stagioni e giorni ) assumono regolarità matematiche.

Pitagora insegnerà a Metaponto, in altri centri interni della Basilicata, la nuova cultura che affina notevolmente la prospettiva di pensiero, raccolta da studiosi distaccati ormai dal buio del mondo, governato da indecifrabili potenze. Compie un passo decisivo nel pensiero che, illumina generazioni di studiosi fermi ormai nell’ordine del numero che, esprime razionalità e verità, senso di giustizia ed uguaglianza, concetti che è possibile collocare nella modernità delle “strutture”.

La serata potentina, grazie alla quale, l’antica storia rivive in continuità con il presente, riacquistando l’anima culturale, superando tempi e distanze, è stata resa possibile, in una attento e partecipe uditorio, dal dottor Marcello Tagliente, nel Museo Adamesteanu di Potenza.

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