Non vogliamo essere complici di disegni di morte e di distruzione dell’umanità. Il Sud e l’Italia devono essere un ponte di pace verso il Medioriente e non una base di attacco che può portare solo morte e distruzione. Non serve nascondersi dietro le sigle di partito o i referendum perchè Dal Molin non può essere considerato un problema locale, ma riguarda la libertà di un popolo e il futuro di intere generazioni. Dal Molin deve diventare università per i popoli, dove i ragazzi di Vicenza, quelli Iracheni, Sudanesi, Americani imparino a dialogare, per costruire un mondo diverso senza guerre.

Tanti buoni motivi per dire “No” e opporsi pacificamente alla militarizzazione del Governo degli Usa:

1) NO perché l’area interessata è posta al centro di un territorio densamente abitato: negli Stati Uniti sarebbe impossibile installare una base in un’area come il Dal Molin.
2) NO per difendere la salute dei cittadini del nostro paese, nei paesi vicini alle basi e ai poligoni, risulta un’incidenza altissima di linfomi e leucemie, vedi Aviano e la Sardegna (gli aerei non portano fiori ma bombe di qualsiasi natura, anche nucleare).
3) NO per motivi d inquinamento acustico e ambientale.
4) NO perché la città rischia di diventare obiettivo sensibile in Europa come tutte le basi presenti in Italia .
5) NO per proteggere la vita dei cittadini da problemi inerenti alla sicurezza e all’ordine pubblico (in molti casi i militari americani non possono essere perseguibili).
6) NO perché sotto il suolo interessato dall’aeroporto si trovano le falde acquifere che danno da bere a tutta la zona ed a Padova. La falda acquifera rischia un inquinamento da sostanze molto tossiche.
7) NO perchè è assolutamente falso che una base militare porti ricchezza. La presenza militare blocca e vincola  lo sviluppo di una città, sia per quanto riguarda l’economia che il turismo. Si arricchiranno solo poche persone.
8) NO per non far subire un danno economico ai cittadini, il patrimonio immobiliare in luoghi adiacenti a basi militari subisce una forte svalutazione.
9) NO per evitare ulteriori tasse ai cittadini italiani, il governo americano in base ad accordi  internazionali (accordo di Londra 1957/58) paga le forniture di gas, energia, ici, acqua, benzina al netto di IVA, accise e tasse (al puro costo). Il resto dovrà pagarlo indirettamente  la collettività (per mancati introiti).
10) NO perché, ancora sulla base di accordi internazionali definiti “Condivisione del peso”, il costo del mantenimento delle basi statunitensi in Italia sarà pagato con le tasse dei cittadini italiani. E’ una cifra che ammonta a varie centinaia di milioni di euro l’anno. Tasse che possono finanziare invece scuola, sanità, servizi sociali e cooperazione internazionale di pace. 11) NO perché crediamo fermamente che l’Europa debba assumere un ruolo di pace e per lo sviluppo.
12) NO in osservanza all’art.11 della nostra Costituzione “L’Italia ripudia la guerra”.
13) NO perché la base fa parte di un disegno di allargamento e militarizzazione della penisola delle  forze USA. Da Londra a Napoli sarà spostato il comando generale delle forze navali. Taranto (diventata base “Nato”) rischia di ospitare i sommergibili nucleari Usa che andranno via da La Maddalena. In non chiari contesti di natura militare sarebbe stato inserito il deposito di scorie nucleari di Scanzano Jonico.

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