“L’iniziativa, promossa dal Consiglio e dal Parlamento europeo, ha come obbiettivo quello di rendere tutti i cittadini più consapevoli del proprio “diritto di godere di un uguale trattamento e di vivere una vita libera da qualsiasi discriminazione”.

Ma il 2007 in Italia è anche l’anno della rivalutazione del ruolo dalla donna in politica e nelle istituzioni. Dopo il disegno di legge n. 3660 approvato l’8 febbraio del 2006, che garantiva un’adeguata rappresentazione femminile nella composizione delle liste elettorali della Camera dei Deputati e del Senato, la situazione reale è che solo il 17% dei parlamentari e rappresentato dal gentil sesso. Le quote rosa assicurano quindi, la presenza di 1/3 di candidate di sesso femminile all’interno delle liste elettorali, ma non ne garantiscono l’elezione. Il problema principale, infatti, risiede proprio nella cultura del Paese che, nonostante abbia fatto dei notevoli progressi, non riconosce il reale cambiamento della figura della donna a livello sociale, ma rimane ancorato al retaggio sociale di posizione subalterna all’uomo. La donna non ha ancora avuto modo di manifestare a pieno le sue grandi capacità nel ricoprire ruoli di alto livello e questo solo perché non è stata data loro la possibilità.
Per garantire una più numerosa presenza femminile in politica non solo è necessario fornire i mezzi legislativi, ma risulta indispensabile abbattere gli stereotipi e rafforzare l’impegno da parte delle istituzioni nella creazione di un nuovo modello di donna più vicino alla realtà dei nostri giorni. Ma per fortuna le parole non rimangono solo sulla carta e Roma diventa prima città europea in cui le donne occuperanno il 50% dei posti di lavoro nei consigli d’amministrazione comunale, superando anche la Spagna con il suo 40%. Un passo importante per l’affermazione del bilanciamento dei generi che vede affidata alla dott.sa Luisa Torchia, la carica di consigliere d’amministrazione dell’ACEA (Azienda Comunale Elettricità e Acque) e che  fa strada ad altre donne di occupare posizioni di maggiore responsabilità all’interno di aziende pubbliche e private.

In Basilicata il dibattito è aperto e dopo la candidatura di Hillary Clinton per le primarie che decideranno chi contenderà la Presidenza americana ai Repubblicani e quella di Ségolèn Royal, alle Presidenziali francesi, Piero Lacorazza, segretario regionale dei Ds, ha lanciato sul suo blog il tema delle politiche di genere e delle donne nel futuro Partito Democratico, invitando i lettori alla partecipazione. Quello che emerge è una sorta di misofobia politica che impedisce di comprendere a pieno quanto un intervento più attivo “dell’altra metà del cielo” costituisca una reale risorsa di crescita per l’Italia, risorsa che in Basilicata sono molto lontani dal voler riconoscere.

[Articolo di Tatjana La Paglia]

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