La legge 194 ha garantito un solido e stabile terreno normativo ad una questione di per sé molto delicata, quale quella dell’interruzione volontaria di gravidanza. Quelle disposizioni normative sono  riuscite, sul terreno di un alto compromesso, a  regolamentare una materia molto complessa, con risultati che possono senza dubbio dirsi  positivi, come dimostra la progressiva riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza dagli anni ottanta in avanti.
La legge 194 attribuisce ai consultori  un ruolo centrale, quale luoghi dell’assistenza e dell’educazione alla maternità e paternità responsabili, a partire  dalla salute della donna e della coppia.

Il ruolo delle associazioni di volontariato, di qualsiasi sensibilità esse siano, va visto come contributo legittimo e positivo, purchè venga espletato nel pieno rispetto dello spirito della legge 194 e del ruolo che esso dispone per l’istituto del consultorio quale riferimento fondamentale e non sostituibile per l’accompagnamento delle donne ad una scelta libera e consapevole.

Crediamo che la discussione attorno alla legge 194 in Basilicata non possa rappresentare un terreno di scontro ideologico e, proprio per la delicatezza dei temi che affronta, debba definirsi a partire dall’interesse generale delle donne lucane e fuori dai fumi polemici che puntualmente arrivano in queste occasioni.

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