[Articolo di Eugenia Massari]

Le sculture lo abitano commoventi, come corpi sospesi nell’attesa di essere nuovamente partoriti dal ventre terroso della materia. Il Musma è stato costruito sulla conservazione ed il recupero dell’antico palazzo Pomarici (XVII sec.), nel cuore del Sasso Caveoso.

Nell’ architettura labirintica ma severa – bianca ed elegante -, gli allestitori hanno pensato un progetto di luce e di collocazione dei singoli lavori, che potesse creare continuità tra la lingua delle opere e la lingua dello spazio: le opere vengono contenute, ma anche estese, amplificate dal museo. Gli spazi dividono la struttura in una coppia di cortili, sui quali si aprono le piccole stanze di una cappella affrescata e le suggestive camere ipogee. La materia dominante è il tufo, e le stesse basi e strutture di sostegno per l’allestimento sono un continuum con la struttura del sasso. Al piano nobile del Palazzo l’atmosfera è più contemporanea, ma la forma complessivamente circolare – da stanza nella stanza –  continua l’effetto di labirinto, di esplorazione e di spazio mentale.

La scultura parte dal suolo, si fonde con la scultura delle opere, si dilata sull’architettura del Palazzo Pomarici, generandolo, ed esplode nello spazio esterno dove, attraverso le finestre, si scopre che tutta la città vecchia non è che un’unica grande demiurgia del tufo e della luce. Le opere esposte e gli artisti rappresentati sono straordinari. Tra gli italiani: Luigi Guerricchio, Alberto Viani, Luigi Grosso, Mario Raimondi, Nicola Carrino, Teodosio Magnoni, Nell’atmosfera sospesa tra le due forme del minimalismo/essenza – l’arcaico e l’iper-contemporaneo -, si respira un’aria più che sacrale: un’aria liturgica. Nel luogo primordiale della pietra Eva impugna la mela della conoscenza, ma è Adamo a giocare col serpente (Todaro); una Persefone Nova esplode nello spazio umido in strutture metallurgiche (Lassaw) e i corpi della Pietà (Leoncillo) sono un’unica materia cubica sgretolata dall’ immenso – insostenibile – dolore su una lettiga argillosa, nel cuore più cavo della stanza ipogea, diventata cripta. Al piano superiore una grande figura femminile dal sapore cibelico (Raphaël) sancisce l’uscita dall’ambiente ipogeo: una sorta di passaggio e di parto dal sottosuolo alla ragione, dal sottosuolo allo spazio  concettuale dove trovano infatti collocazione opere realizzate in vetro, oggetti fittili minimi e litografie. Qui si trovano anche i corpi metafisici, un po’ etruschi e un po’ magnogreci di un Tuffatore e di un Nuotatore (Milani). Il Musma è uno spazio catartico e purificatore, come la scultura stessa: dal basso all’alto, dalla miniera all’avere una nuova Forma.
Uscire, è come essere appena nati.

Musma, Museo della Scultura Contemporanea
curatore: Prof. Giuseppe Appella
allestimento: Arch. Alberto Zanmatti
comitato scientifico: Prof. Giuseppe Appella, Prof. Pier Giovanni Castagnoli, Prof. Fabrizio D’Amico, Prof. Michele D’Elia, Prof. ssa Rosalba Zuccaro
dove: Matera, Palazzo Pomarici in via San Giacomo, Sasso Caveoso
quando: tutte le mattine; chiuso il pomeriggio e il lunedì
info.: è in allestimento il sito ufficiale su http://www.musma.it/

Ente promotore per la formazione del Museo è la Fondazione Zétema di Matera, con patrocinio del Comune di Matera e del Circolo Culturale La Scaletta. I finanziamenti del Museo, che è una struttura a carattere privato, sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo di Milano e dalla Fondazione delle Casse di Risparmio di Piacenza e Vigevano nell’ambito del progetto Sviluppo Sud dell’Acri.

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