[Articolo di Antonio Nicastro]

Sentiamo, nelle stesse ore le notizie diffuse dal TG regionale che commenta l’ultima indagine ISTAT riferita al reddito medio delle famiglie lucane che ci relega al penultimo posto della graduatoria. Qual’è la vera Basilicata che ci consegna questo 2006? Proviamo a riviverlo questo anno che ci lascia. Non possiamo fare a meno di ricordare il disfacimento dell’ apparato industriale della nostra regione. Quante sono le fabbriche che hanno chiuso? Non si contano…Cassa integrazione, mobilità, delocalizzazione, globalizzazione sono i vocaboli che hanno reso la vita dura a tanti nostri corregionali. Distretti industriali in crisi (salotto, corsetteria), agricoltura in ginocchio, terziario che arretra. Non  mi viene in mente una notizia che possa fare da contraltare a questi disastri.
Un’altro vocabolo è tornato, purtroppo di moda: emigrazione. Oltre ai tradizionali “lavoratori” vanno via, a ritmo di 2000 all’anno, i giovani, il dato è in costante crescita. Considerato che da fonte ISTAT i lucani sono scesi al di sotto delle 600.000 unità, che la natalità è fra le più basse d’Italia, il nostro futuro non ci riserva nulla di buono. L’ottimismo della classe politica che governa la Basilicata va quindi interpretato come semplice auspicio per il futuro. Tanto, più in basso di così non possiamo andare….

Ma vediamo cosa ci ha riservato il sesto anno del terzo millennio. Partiamo dagli eventi politici. L’avvenimento più importante è stato il voto delle politiche che non ha stravolto lo scacchiere politico lucano con la scontata vittoria del centrosinistra, meno netta di quanto poteva far pensare il successo delle regionali dell’anno precedente. Qualche trambusto nei poli ed in alcuni partiti. Ha fatto rumore l’estromissione dalle liste di Forza Italia del deputato uscente Gianfranco Blasi, poi confluito nell’Italia di Mezzo di Follini. Non meno chiasso s’è verificato all’interno dell’UDEUR per il flop elettorale che ha negato il ritorno a Roma del segretario regionale Antonio Potenza. C’è stata le tornata elettorale delle Amministrative che ha rinnovato alcuni importati Municipi. Il dato più eclatante si è registrato nel metapontino, tradizionalmente in mano al centrodestra, dove due Comuni di un certo rilievo, Policoro e Scanzano, hanno visto, dopo molto tempo, il ritorno di sindaci del centrosinistra. A livello di politica regionale bisogna prendere atto della nascita del gruppo consiliare Italia di Mezzo che non turba gli equilibri in seno al Consiglio Regionale presieduto, e questa la vera novità, da una donna, la diessina Antezza.

La vita politica nelle varie Amministrazioni locali merita di essere ricordata per il rimpasto al comune di Potenza con strascichi polemici per l’estromissione dei Verdi dalla Giunta e per il ricorso ad esponenti della giunta Fierro, i Verdi sono rimasti, a loro dire, nella maggioranza ma in consiglio votano molto spesso con l’opposizione, aria di fronda anche nell’UDEUR con gli esponenti giunta che votano con la maggioranza e quelli del consiglio che votano contro, la gente comincia a non capirci più nulla.

Neanche a Matera, dove il mandato di Porcari è in scadenza, le fibrillazioni di fine consiliatura provocano scossoni e polemiche, nel corso dell’anno PRC è uscito dalla giunta, altri assessori si sono avvicendati.
Tantissime polemiche hanno riguardato le tormentate nomine negli Enti sub regionali, che una legge di quest’anno ha ridotto in maniera irrilevante. Una nomina che fatto particolarmente rumore è un “risarcimento”, così vengono definite certe designazioni, quello dato ad Antonio Potenza trombato alle politiche e “sistemato” sulla poltrona di Acqua spa.

Le problematiche afferenti l’ambiente e l’energia sono state causa di roventi battaglie e di significativi stravolgimenti. Si sono gettate le basi della SEL, la società che dovrà gestire le politiche energetiche, è stato ufficializzato il secondo Parco Nazionale lucano, l’area protetta molto vasta che deve tutelare le aree gli Appennini lucani e Val d’Agri ma poco tempo dopo la Corte dei Conti ha stoppato il Parco. Si sussurra che c’è lo zampino delle lobby petrolifere smaniose di spertugiare il Monte Caperrino in agro di Laurenzana e quindi ricompreso nell’area protetta.

Ed il “Dio” petrolio è stato santificato con la firma dell’accordo con la Total & company, tutti felici, i sindaci per le royalties, i politici per aver strappato, a loro dire, un accordo conveniente, ma di occupazione l’oro nero ne porta davvero poca. Sempre in tema di produzione dell’energia alternativa in piena estate è scoppiata una furiosa tempesta intorno alla costruzione di un numero esorbitante di parchi eolici. Rifondazione Comunista presenta proposta di moratoria, la Giunta regionale la fa propria e comincia un tormentato iter che alla fine trasforma la moratoria in una scandalosa sanatoria. In questa vicenda le lobby hanno lavorato ai fianchi, s’è capito di un “certo” interesse da parte dell’UDEUR che ha portato a clamorosi litigi in pubblica piazza. Vedremo come si concluderà questa vicenda che ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali per tanto tempo.

Poco altro c’è da registrare a livello legislativo, forse merita una citazione la legge sul sostegno al reddito che appare però un sussidio a tempo che non produrrà occupazione stabile. Non si sono ammazzati di fatica i nostri consiglieri regionali che hanno tenuto solo 22 sedute e varato la miseria di 32 leggi, registrando spesso tanti assenti alle adunanze. Speriamo che il 2007 sia davvero l’anno della svolta come ha fatto intendere il Presidente De Filippo.

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