[Articolo di Mattia Tufariello]

Sabato 16 dicembre si è svolto a Lavello, nel Centro Sociale “Di Giglio”, un convegno sul tema “Parla con me. Credito Etico fondo di garanzia per il microcredito in favore dei lavoratori disagiati”. Non nutrito il pubblico presente. Si notava l’assenza di imprenditori, commercianti, rappresentanti del mondo della scuola, della cultura, e del mondo bancario (si ricorda che a Lavello ben presente è la banca di Credito Cooperativo), e della Chiesa (era forse sufficiente la presenza di Don Marcello Cozzi?). Della presenza di giovani nemmeno a parlarne.

Inizialmente un breve ma significativo saluto del Presidente del Tavolo della Pace prof. Vincenzo Nesta, che ha applaudito all’iniziativa del Credito Etico, teso a “contribuire alla sconfitta del “virus” del cinismo e della emarginazione”. Ha augurato inoltre che la solidarietà non sia occasionale, ma ricerca costante del bene comune, invitando nel contempo le istituzioni a riflettere sul proprio ruolo. É intervenuto, dopo di lui, il Sindaco di Lavello, dott. Gennaro Di Noia, dichiarando la propria “gratitudine agli organizzatori della serata”, plaudendo alle iniziative della Fondazione del Credito Etico che “ contribuisce certamente alla sconfitta del malaffare”.

Esauriti i saluti, la parola è passata al Relatore della serata, Don Marcello Cozzi. Bello e appassionato il suo intervento. Riprendendo il tema della solidarietà, ha esordito dicendo che nella nostra Regione, la Basilicata, non c’è deficit di solidarietà, ma forse il bisogno di organizzarla e farle fare un salto di qualità. C’è bisogno, ha aggiunto, di tanta giustizia, e per affermarla occorrono interventi che allontanino dall’edonismo imperante, persi in un “miraggio di benessere”. In Basilicata – ha proseguito don Marcello – abbiamo bisogno che si ripensi in termini di uguaglianza sociale la realtà; la nostra Regione tutto sommato può essere dichiarata ancora un’isola felice, se rapportata alle sue frontiere, ed alla città di Napoli in particolare. Diminuiscono i furti, gli omicidi, le denunzie per usura, ma ci si dimentica che ci sono cinque omicidi irrisolti dove non c’è mandante.

Al riguardo delle denunzie per usura, in Italia sono notevolmente diminuite, anzi non c’è più denunzia per usura. Ma, conclude, la battaglia contro tale fenomeno va portata su altri tavoli, in quanto un processo per usura termina dopo 8-10 anni. Il Credito Etico quindi non risolve il problema del bisogno, ma è uno strumento di aiuto al quale le banche del Sud devono guardare, in quanto il costo del denaro che applicano è di 2, 2,5 in più in percentuale rispetto ad altre banche di atre parti d’Italia. Chiama, infine, tutti ad un impegno comune, affinché ci sia più giustizia nel nostro Paese.

Ne è seguito un dibattito, scarno per la verità. É stata ricordata la figura di un sacerdote –Don Marco Bisceglia, che non è più con noi- che ha fatto storia a Lavello, per aver insegnato ad amare il prossimo in maniera diversa da quella solita: dare a chi ne ha bisogno lo strumento per procurarsi il “bisogno”; a lui si deve il motto “la Chiesa è del Popolo”.
Le conclusioni sono state tratte dal Presidente Sabino Altobello, che elogiando Don Marcello Cozzi per il suo impegno di giustizia, ha detto che il progetto del Credito Etico è una traccia che si è voluto dare a chi ha bisogno, e alla politica in particolare, che deve imparare a costruire un nuovo modus di crescita civile. Usciamo con una fitta nebbia. Speriamo che non avvolga nelle sue maglie i pensieri della serata e che non li disperga nel buio, anzi…

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