[Articolo di Tatjana La Paglia]

Ieri mattina Potenza si è spogliata dei semplici panni di città per diventare un coro di malcontento, stanco delle sole promesse, dei buoni propositi che riempiono pagine e pagine di cartelle burocratiche, di piani iniziati e che non sono ancora stati in grado di dare buoni frutti. Una voce unica più che una manifestazione, un atto di protesta indotto da Cgil, Csl e Uil, partito dal rione San Rocco con la carica di tutti i lavoratori e il sostegno di entrambi gli schieramenti politici e conclusosi in piazza Matteotti, con il comizio finale dei segretari generali Vaccaro, Falotico e Delicio.

La situazione è più grave di quella che si nasconde dietro il pretesto di una forte crisi del nostro Paese, la forza-lavoro industriale e non, scende in piazza non solo con la voglia di far sentire le proprie ragioni, ma con la nutrita speranza che, questa volta, le cose cambino veramente.
“E’ tempo di riflessioni approfondite sugli scenari prossimi futuri dell’economia lucana”.

E’ questo, in sintesi, il messaggio del capogruppo della Margherita in Consiglio Regionale, Roberto Falotico, dal quale parte un invito a lasciare da parte le polemiche per concentrarsi sui fatti concreti. “Le divisioni, le polemiche, i toni aspri e le tensioni – continua Falotico-  servono soltanto ad alimentare il caos e l’incertezza sul futuro. Dobbiamo invece ripiegarci, tutti insieme, sull’analisi di una realtà economica, produttiva ed occupazionale che attende risposte certe ed in termini immediati”.
Opposta, ma non distante, la voce del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Cosimo Latronico che ha dichiarato “comprendiamo e condividiamo l’allarme lanciato dalle confederazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata, per denunciare la mancanza di un’adeguata politica industriale in grado di accompagnare le imprese lucane verso piani di modernizzazione”.

“La piattaforma dei sindacati – continua Latronico – parte dalla constatazione della situazione di crisi in cui versa l’apparato produttivo che sta portando verso la desertificazione diverse aree industriali della regione. Del resto le cifre sono inconfutabili e parlano di una diminuzione del tasso di occupazione; della crescita della percentuale di disoccupati (ci precede solo la Calabria); di 15 mila lavoratori coinvolti in situazioni di crisi e che usufruiscono di ammortizzatori sociali”.

Come dimostrato da questa giornata, dalla destra alla sinistra, abbattendo i tradizionali conflitti tra i due schieramenti politici, l’obbiettivo risulta comune, un maggiore impegno sul fronte delle politiche industriali ed occupazionali che consenta alla Basilicata e all’intero Mezzogiorno, di costruire il proprio futuro su fatti ed azioni concrete, piuttosto che sulle belle ma poco redditizie parole.

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