[Articolo di Mattia Tufariello]

L’onorevole Angela Lombardi, di Rifondazione Comunista, è stata presente, a Lavello, a un dibattito organizzato dalla locale sezione di R. C. che aveva come tema proprio l’illustrazione della Finanziaria 2007, attualmente in discussione al Senato. Ma chi legge deve ricordarsi che siamo al Sud, e che questa Terra fa storia a sé. Per quanto il DPEF possa toccare le nostre aree, la cantilena, il lamento che dell’italiano la rabbia meridionale si dimentica, il lamento dialettale che infligge una “punizione” momentanea al potere, alla noncuranza e all’inadeguatezza cronica, allo sperpero e al disastro amministrativo, risuona, ed è sempre lo steso, inscritto nelle vicende che ci riguardano, nei detti abbandonati ad una maledizione che risuona come le campane di un silenzio politico e gestionale: lo Stato qui non arriva! E quello che ne fa le veci è un abile concubino della ristrettezza della cerchia che capisce, ma che non fa capire, che promette e non mantiene.

Dice, il 118 è cosa fatta, a dicembre 2005, ma Lavello ancora lo aspetta! I volantini, la Destra, e maggiormente la Sinistra, che in Regione governa da 15 anni sono un organo illusorio. Lavello, l’inconclusa…Non è tutto cenere, del fuoco c’è ancora, non si vuole cercare di abbordare una donna fantasma, per prenderla in giro, la nostra Regione, ma quando sarà mai che ci rivolgiamo al suo ventre perché ci dia dei figli sorridenti, delle generazioni che sorridano, e parlino italiano, e stemperino la rabbia, dicendo: sono felice dove vivo, anche se non c’è l’ospedale, nel mio paese.

Sì, la Finanziaria rilancia i valori della democrazia e dell’equità, ma noi viviamo su Marte, dove a volte il linguaggio si fa remoto e incomprensibile, ignorante, blasfemo, anche, a volte. E senti un anziano che si lamenta della condizione attuale dell’agricoltura, la nostra risorsa, e l’On. Lombardi spiega come questo settore sia preso in considerazione dalla Finanziaria, che lo vuole rilanciare come risorsa Mediterranea, non solo Italiana, come è sempre stato, ma questo è un altro discorso, poiché i secoli passano…

La crisi è un elemento costante, poiché ciò che è buono per uno non lo è per l’altro. Se non ci fosse crisi non ci sarebbe progresso. Il benessere c’è, certo, ma chi ha visto i volti ignoti che si aggirano nei paesi, chi ha visto i volti ignoti dei paesi che si aggirano come fantasmi puntiformi sulle cartine geografiche? Siamo tutti spopolati, è proprio vero. Spero che chi per caso dovesse venire a vivere nelle nostre terre sia felice, sorrida al sole, e anche alla desertificazione incombente, e che il vento di risacca che lo ottenebra con le sue mani notturne, al Sud, alla Lucania, lo inizi a un sonno che faccia ridere inebriato. Ma attenzione! Che si accorga che certe cose non possono essere! Si accorga che la presa in giro a volte è molto forte, non meno dell’ignoranza.

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