[Articolo di Emanuele Pisarra]

La manifestazione avrà inizio a Mormanno (ore dieci precise) presso il cine teatro comunale con una relazione sul ruolo dei rifugi in montagna, tenuta da Samuele Manzotti, presidente nazionale della Commissione Rifugi; Eugenio Iannelli, presidente della sezione locale del Sodalizio, farà una cronistoria della scelta di Campolongo di Mormanno per il primo rifugio del Club Alpino Italiano sul Pollino. Infine, la relazione principale sul perché il rifugio è stato intitolato al professore Biagio Longo sarà tenuta da Luigi Troccoli.

Le conclusioni dell’incontro saranno tratte dal presidente generale del Club Alpino Italiano – prof Annibale Salsa, insegne antropologo oltre che camminatore – il quale si soffermerà molto sul concetto di camminare come significato del viaggiare. Quindi la necessità di avere un  luogo dove fermarsi (leggasi rifugio) per riprendere fiato, godere dei luoghi, dei cibi e delle bellezze del creato. “Camminare utilizzando il cosiddetto “cavallo di San Francesco”, alias i nostri piedi, è dunque da sempre uno dei gesti più naturali per l’uomo. Non bisogna poi mai dimenticare – ricorda Salsa – che camminare significò anche per generazioni e generazioni di montanari, fatica, fatica vera, fatta di lunghe transumanze al seguito delle greggi o di cacce, e di migrazioni transvallive con gli armenti alla ricerca degli alpeggi migliori”. Oggi  con l’aumento del tempo libero, del grado di istruzione, assieme ad altri fattori hanno contribuito alla richiesta di nuove domande di risorse ambientali. Infatti, ogni fine settimana una moltitudine di persone abbandona la città per recarsi in montagna. Ecco la necessità di avere un punto di appoggio come il rifugio. Il Cai con i suoi 737 rifugi e bivacchi (con il Biagio Longo, 738) in proprietà per oltre 11.000 posti letto risulta essere di fatto il più grande tour operator italiano del turismo “verde” e naturalistico. Per fare un solo esempio, nei soli 32 rifugi Cai-Sat della Provincia di Trento abbiamo una media di pernottamenti nei tre mesi estivi di oltre 1000 escursionisti a rifugio, con punte di 6000 per i maggiormente frequentati. I soci volontari del Cai  curano inoltre la tracciatura e segnatura dei sentieri, un compito questo fondamentale per consentire la pratica dell’escursionismo. Sono oggi oltre 72.450 i km di sentieri segnalati e in adozione permanente da parte delle Sezioni dell’associazione.

La figura di Biagio Longo, professore emerito di botanica, preside di facoltà, fondatore di orti botanici e – soprattutto – scopritore del Pino Loricato emblema del Parco nazionale del Pollino, sarà tracciata da Luigi Troccoli, il quale ricorda che egli sin da piccolo amava erborizzare tra i territori di Mormanno e Laino Borgo (suo paese nativo) e, ancora studente, illustrò la flora locale. Biagio Longo fu promotore nel 1920 dell’istituzione di un parco nazionale in Calabria da istituirsi in Sila. Uomo dalla forte personalità, dal profondo senso della giustizia e dal forte attaccamento alla famiglia, agli amici e alla Patria, nacque a Laino Borgo nel 1872, compì gli studi classici a Cosenza e si laureò a in Scienze Naturali a Roma dove iniziò la carriera nell’orto botanico. Nel 1906 vinse la cattedra di botanica nell’Università di Siena, insegnandovi per nove anni fondando e l’istituto botanico. Nel 1915 venne chiamato all’università di Pisa, dove rimase quindici anni e fu anche preside della facoltà di Scienze e Presidente della Società Toscana di Scienze Naturali. Nel 1942 divenne professore emerito dell’Università di Napoli.
Nel primo pomeriggio trasferimento al Rifugio “Biagio Longo”, taglio del nastro e concerto del coro della sezione di Cosenza del Club Alpino Italiano.

Alla inaugurazione del rifugio parteciperà anche il direttore generale del Club alpino italiano Paola Peila, oltre al presidente generale di tutte le sezioni calabresi del sodalizio professore Nino Falcomatà.

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