[Articolo di Tatjana La Paglia]

A distanza di 26 anni da quel tragico giorno, la sofferenza è ancora tanta e impossibile da cancellare. Il 23 novembre 1980, Basilicata e Campania, divennero lo scenario di una tragedia che vide il bilancio di 2630 morti, migliaia di feriti e una moltitudine incontrollata di sogni e speranze che venivano spezzate.

Una data che porta con sé, il sapore amaro dell’impotenza dell’uomo di fronte alla forza incontrollata della natura e di come, in un solo momento, le nostre vite possano essere letteralmente “scosse” dagli eventi e il nostro futuro svanire per sempre tra le macerie del presente.

“Ricordare il 23 novembre a ventisei anni di distanza dai tragici eventi che sono rimasti impressi nella nostra memoria potrebbe apparire un esercizio retorico. Ma non lo è”, afferma l’assessore alle Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità della Regione Basilicata, Francesco Mollica. “Non lo è – continua – innanzitutto perché lo Stato con una apposita legge, la 219 del 1981, si impegnò solennemente a fare della ricostruzione e dello sviluppo di quei martoriati territori un obiettivo di preminente interesse nazionale. Non lo è perché è forte in noi la consapevolezza di aver utilizzato le risorse assegnate non soltanto per risarcire le famiglie danneggiate, ma soprattutto per avviare, attraverso il consolidamento antisismico degli edifici, la più grande azione di prevenzione mai attuata nel Mezzogiorno d’Italia se non nell’intero paese”. Parole che, per quanto possibile, ci rincuorano e che l’’assessore Mollica, pone a fondamento della richiesta di ulteriori fondi più volte formulata ai rappresentanti del Governo in vista dell’approvazione della Legge Finanziaria.

“Le comunità lucane ancora alle prese con la ricostruzione dal terremoto del 1980, nel ventiseiesimo anniversario dal sisma, non possono accontentarsi dell’augurio dell’assessore regionale Mollica di arrivare al 30esimo anniversario, vale a dire tra quattro anni, senza parlare più di ricostruzione”. Ad affermarlo è il consigliere e coordinatore regionale di Alleanza nazionale, Egidio Digilio, invitando l’assessore Mollica “a tenere quanto prima nella Commissione Consiliare competente o in Consiglio una relazione dettagliata e a presentare la preannunciata proposta di legge di semplificazione e snellimento delle procedure per i lavori di ricostruzione”. “Occorrono atti concreti specie per coprire il fabbisogno finanziario che ammonterebbe a ben 750 milioni di euro. Intanto – evidenzia Digilio – è necessaria un’operazione verità per dare soluzione al ‘giallo’ che caratterizza questo anniversario: nelle ultime settimane parlamentari ed esponenti lucani di Governo del centrosinistra hanno reso noto che nella Finanziaria 2007 ci sarebbero 62 milioni di euro da ripartire al 75 per cento in Campania e al 25 per cento in Basilicata. Una goccia rispetto al fabbisogno”. “Ma il presidente della Lega Autonomie Locali della Campania, on. Stefano Vetrano – sottolinea Digilio – ha smentito categoricamente dichiarando che “nelle previsioni della Finanziaria non c’è un solo euro per la ricostruzione post terremoto” e invitando alla mobilitazione i Sindaci campani e lucani.

Dalla destra alla sinistra, insomma, grandi parole che ci invitano al cordoglio e alla memoria. Ma purtroppo, solo parole che dal 1980 ad ora non sono ancora riuscite a dare una casa ed una vita migliore a tutte quelle famiglie che, ventisei anni fa sono state vittime del destino.

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