Più che un Parco nazionale, secondo Accademia Kronos, è più corretto che si parli di “gruviera petrolifera d’Europa” ove operano ormai numerose compagnie petrolifere a cui non sono evidentemente bastati 13 anni, 8 perimetrazioni e 4 Conferenze Stato Regioni per  bloccare l’iter di un parco che può rappresentare un significativo esempio di burocrazia made in Italy.

La Corte dei Conti, pur se con legittime argomentazioni, ha oggi rimesso in discussione la questione di Monte Capperrino solo per meri “errori formali” che si sostanziano però in un nuovo rinvio nell’iter di istituzione del parco (non si perdono in questo modo opportunità economiche ed investimenti pubblici europei?).

Accademia Kronos fiduciosa che la burocrazia italiana risolva conflitti e cavilli formali in tempi celeri, prima che nuovi “stop” possano causare nuovi ritardi, rileva macroscopici errori nel perimetro del parco nazionale. In un proprio studio GIS sulla perimetrazione, effettuato su cartografie ufficiali, ha  riscontrato errori ed incongruenze per i quali è doveroso che la Regione Basilicata  provveda con atti correttivi, prima che i comuni muovano “legittimamente” nuovi rilievi (sul sito di Accademia Kronos Basilicata è possibile visionare le mappe).

I Comuni compresi nel perimetro del parco sarebbero infatti 30 e non 26 come invece deliberato dalla Giunta regionale della Basilicata (DGR n. 809 del 5 giugno 2006). Rimarrebbero fuori dal nuovo Parco nazionale Satriano di Lucania, Armento, Missanello e Gallicchio. Incongruenze queste, non solo formali, ai quali si devono aggiungere le autorizzazioni concesse nello scorso mese dalla Regione Basilicata a nuovi pozzi in Zona 2 del Parco (Protezione Integrata), più precisamente in località Cerro Falcone nel Comune di Calvello, ed alla riperimetrazione arbitraria (ma forse giustificata da interessi petroliferi ed energetici) dei confini di SIC-ZPS, in particolar modo quelle di Monte Volturino e Murgia San Lorenzo. Un errore che potrebbe comportare, dopo la Corte dei Conti, i rilievi dell’Unione Europea circa la congruità dei perimetri della Rete Natura 2000 in Basilicata.  

E mentre il nuovo accordo quadro tra Regione Basilicata e le multinazionali petrolifere Total, Shell ed ESSO rilancia nuove “promesse” per lo sviluppo delle Valli del Sauro e Camastra (Deliberazione della Giunta Regionale n.1363 del mese di settembre scorso), Accademia Kronos evidenzia come la Shell, intenzionata allo sfruttamento di nuovi giacimenti nella Val d’Agri in virtù di concessioni governative nei territori di Missanello, Sant’Arcangelo e San Chirico Raparo, possa approfittare dei nuovi ritardi per la perimetrazione del parco declassato e subordinato agli interessi privati per ricevere autorizzazioni per la ricerca e perforazione di nuovi pozzi petroliferi.

A latere di quella che senza timore di smentita può essere definita una “telenovelas” è la recente notizia di una convenzione tra la Regione Basilicata e l’Università del Texas su un progetto formativo destinato a futuri tecnici regionali che riguarda siti archeologici e rurali. Esso potrebbe apparire come l’ennesima contropartita alle nuove attività petrolifere proponendo nuovamente una “ricerca archeologica” che si sviluppa lungo i tracciati di “pipeline” e gasdotti. Oltre alle citate  multinazionali si affiancherebbe anche una società texana, la Texoma Energy, interessata alla Basilicata, divenuta sempre più il “Texas d’Europa”.
 
Il Presidente di Accademia Kronos Basilicata
Vito L’Erario

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