Basti pensare che risultano commissariate 8 parchi su 22, mentre 9 parchi su 22 non risultano disporre di un Direttore regolarmente incaricato”. Lo annuncia Salvatore Margiotta Deputato dell’Ulivo Componente della VIII Commissione della Camera dei Deputati.

“Importante – continua Margiotta – è l’impegno del Ministro a muoversi, in relazione alle nomine dei Presidenti, di concerto con le regioni interessate e sulla base di criteri di merito, qualità, competenza tecnica e scientifica. Una delle situazioni più delicate sul territorio è rappresentata dal Parco del Pollino che coinvolge, le regioni Basilicata e Calabria. Si tratta del Parco più grande d’Europa, per certi versi il più importante, con 190 mila ettari di estensione e 170 mila abitanti coinvolti caratterizzato inoltre da specificità faunistiche e floristiche di estremo interesse: il Pino Loricato, la Lontra, il Lupo, il Capriolo i Rapaci. Il commissario, nominato dal precedente Governo nel novembre del 2001, è stato confermato presidente il 9 ottobre 2002, con scadenza il 9 ottobre 2007. In questi cinque anni nessuno degli atti che qualificano l’amministrazione è stato assunto:

non sono stati approvati il Piano e il Regolamento del Parco né il Piano di sviluppo socio-economico. Addirittura, per il Piano del Parco è stato conferito un incarico nel 1999, ma a tutt’oggi esso non è stato né adottato né approvato; i centri visita realizzati tra il 1999 e il 2002 sono chiusi; nessuna iniziativa utile è stata realizzata in materia di sentieristica o di educazione ambientale. Potrei inoltre citare esempi di sciatteria gestionale come la mancata approvazione del bilancio consuntivo o preventivo nei termini corretti: in particolare il bilancio di previsione 2006 è stato adottato nel mese di luglio 2006, dunque, in ritardo di nove mesi rispetto alla data del 31 ottobre 2005 e di tre mesi rispetto al 30 aprile 2006, data ultima della scadenza all’autorizzazione all’esercizio provvisorio.

Il conto consuntivo 2005 non è stato ancora approvato. I principali organi di stampa regionali evidenziano quotidianamente carenze; la situazione che si presenta ai turisti, provenienti da tutto il mondo, attratti dalle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del Parco è spesso imbarazzante. Affinché territorio e popolazioni che vivono in tali zone disagiate possano riacquistare speranza di sviluppo e di crescita occupazionale necessarie alla permanenza dei giovani – conclude Margiotta – vi è bisogno che gli attori che hanno prerogative da esercitare lo facciano fino in fondo”.

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