[di Ufficio Stampa Regione Basilicata]

Il Patto per la Salute, al quale Regioni e Governo stanno lavorando in queste settimane, discende certamente dalla necessità di assicurare la tenuta economico-finanziaria e difendere l’unità sociale del Paese, e come tale disegno un quadro di responsabilità ineludibili per tutti. Ma esso pone sul tavolo anche una opportunità tutta nuova, nel senso che non intende replicare la versione aggiornata dei patti di stabilità che ben conosciamo, ma intende davvero inaugurare un new deal delle politiche della salute, con una intesa di ampio respiro sull’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, sulla predeterminazione condivisa dei tetti annuali dei finanziamenti dedicati alla sanità, degli obiettivi e degli standard da realizzare, delle regole e delle responsabilità da osservare, sulla implementazione di criteri europei di premialità e penalità.

Entro questo quadro di certezze e proprio nella prospettiva della massima responsabilizzazione federalistica dei territori deve trovare spazio e riconoscimento un programma di investimenti nel Mezzogiorno, teso a riequilibrare i divari strutturali, che mantengono ancora una parte rilevante della popolazione del Paese in una condizione di minorità in termini di offerta di servizi e di qualità dei medesimi, e a porre le regioni meridionali nelle condizioni di competere e cooperare su basi di pari dignità con le altre regioni italiane. Si tratta di una scelta di interesse nazionale, a meno che non si ritenga che anche per la sanità, come negli scorsi decenni per il lavoro, la soluzione della questione meridionale risieda nella mobilità e nella migrazione. Siamo tutti ben consapevoli che la difesa ed il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, quale sistema pubblico ed universalistico di tutela dei diritti sociali, passa attraverso il perseguimento dell’obiettivo dell’appropriatezza, quale punto di equilibrio tra i principi di equità e di efficienza, e che è nell’interesse primario dei cittadini intensificare le azioni dirette a combattere le irrazionalità, gli sprechi e gli opportunismi che gravano sulla spesa sanitaria”.

Nel corso del suo intervento l’assessore Colangelo ha anche annunciato che la Regione Basilicata sta lavorando su una precisa e rigorosa linea di riforma: la fine della divisione tra il sanitario e il sociale e la realizzazione di una politica integrata di promozione della salute e del benessere sociale; il superamento del dualismo ospedale-territorio e il potenziamento dell’assistenza delle cure primarie; il riassetto organizzativo e territoriale delle Aziende Sanitarie e la trasformazione dell’Azienda-locale in Azienda-rete.

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