Non si tratta di un Festival, ma di un vero e proprio “corso itinerante”, un seminario di approfondimento che tra luglio e settembre attraverserà alcuni tra i luoghi più belli e significativi della Basilicata: le “Tavole Palatine” di Metaponto, il Palazzo Lanfranchi a Matera, il Castello di Venosa, il Teatro Stabile di Potenza e Maratea, con le sue bellezze naturali.
Un ciclo di incontri a tema, “La tecnica in gioco”, che chiama a raccolta alcune tra le migliori menti del panorama filosofico italiano come Severino, Galimberti, Odifreddi, Boncinelli, Sini, Giorello, Ferraris, Vitiello, Volpi, Gnoli, Donà e Tagliapietra ed altri ancora.
Il tutto avrà inizio alle Tavole Palatine di Metaponto, il 21 e il 22 luglio, alle ore 21. Il primo giorno Piergiorgio Odifreddi  affronterà il tema “Corpi naturali e corpi artificiali: la tecnica incarnata” e il giorno seguente Maurizio Ferrarsi e Gianluca Nicoletti dialogheranno su “Lo strumento assoluto: il telefonino”.
Tra le vie dell’antica Magna Grecia, Filosofi della scienza, filosofi teoretici, storici della filosofia, logici, uomini della scienza incontreranno i lucani offrendo un ampio ventaglio di temi e questioni che vanno dalla quotidianità allo specialismo più spinto all’insegna del dialogo e della comunicabilità.
“Un’occasione davvero importante – ha affermato Donato Salvatore, Assessore regionale alle Attività Produttive – per “costringere” la cultura e i suoi rappresentanti a pensare il proprio tempo, in modo diretto e non paludato, a dirimere il nodo relativo al rapporto tra tradizione e innovazione. Per capire come ci si possa o ci si debba rapportare all’enorme peso di una millenaria tradizione senza rimanerne schiacciati e veder sfumare le straordinarie potenzialità che proietta sul nostro futuro. Insomma, come far diventare il passato una molla per guadagni impagabili e magari sorprendenti? Come volgersi al futuro senza dimenticare ciò che sta alle nostre spalle e nello stesso tempo senza  rischiare di essere immobilizzati con il peso della sua autorità ?”.
“Siamo consapevoli – ha ribadito Francesco Scaringi, presidente di “Basilicata 1799”, che la cultura con la C maiuscola non si fa più solo nelle aule universitarie, ma sempre più utilmente sulle piazze e per le vie, come ai tempi di Socrate, come accadeva, cioè, in tempi ancora non sospetti, quando la filosofia sapeva appunto indicare agli umani il senso del loro grande destino”.
“E’ nostro intento – ha dichiarato Giuseppe Biscaglia di Basilicata 1799 e ideatore del percorso – che ogni cittadino del nostro tempo possa familiarizzare con le questioni più urgenti che l’alba del Ventunesimo secolo sottopone all’attenzione dei più. Ovvero, che possa comprendere lo strettissimo legame che tiene insieme scienza, filosofia, arte, letteratura, all’insegna di una prospettiva pratica e, dunque, sempre anche etica, di là dalla quale fare filosofia rischia davvero di diventare uno sterile e davvero inutile esercizio accademico”.

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