Il Piano è stato trasmesso al Consiglio Regionale per il parere delle competenti commissioni consiliari. “Il PIGI 2006 – afferma l’assessore Chiurazzi – è il documento di programmazione con il quale la Regione Basilicata s’impegna a ridisegnare e aggiornare il quadro delle politiche della formazione e delle politiche attive per il lavoro, sostenute in larga parte dal Fondo Sociale Europeo, per promuovere un sistema adeguato di orientamento e formazione professionale iniziale e superiore dei giovani; la formazione permanente degli adulti; la formazione continua dei lavoratori del settore privato e pubblico; la competitività delle imprese e la qualità del lavoro; lo spirito di imprenditorialità e il sostegno all’occupazione; l’assistenza alle categorie svantaggiate con proposte di avvio al lavoro o alla formazione, nella logica del welfare to work; i collegamenti virtuosi e sinergici tra mondo dell’istruzione, della formazione, della ricerca e del lavoro.

Un Piano consistente anche sotto il profilo dell’impegno finanziario, dal momento che mobilita quasi 120 milioni di Euro. Al di là dei punti di continuità e di snodo con la programmazione degli anni passati, il Pigi 2006 si pone volutamente come anello di congiunzione tra il ciclo di programmazione dei fondi strutturali europei in fase di conclusione (2000-2006) e quello prossimo venturo (2007-2013), ovvero sul crinale tra le vecchie e le nuove sfide che si pongono al ruolo delle politiche formative e del lavoro rispetto agli obiettivi di Lisbona 2000, e nella consapevolezza di agire in un quadro finanziario che, essendo caratterizzato per la nostra Regione da una progressiva riduzione dei flussi comunitari, impone una selettività crescente degli interventi e accentua la responsabilità di orientare risorse, modalità e fini dell’azione di governo verso scenari duraturi e sostenibili dello sviluppo regionale.

L’intenzione politica di fondo, infatti, sottesa al nuovo Piano è quella di spostare il baricentro delle politiche della nostra regione da un obiettivo di incremento quantitativo e qualitativo dell’offerta pubblica regionale di formazione all’obiettivo di legare le politiche per la formazione a percorsi anche sperimentali di valorizzazione del capitale umano; di crescita dei saperi professionali locali; di riqualificazione e specializzazione dell’offerta di lavoro nei sistemi produttivi locali; di responsabilizzazione, coinvolgimento e sinergia dei vari soggetti (imprese, università, sistema scolastico, centri di ricerca, agenzie pubbliche e private accreditate per la formazione professionale), che giocano un ruolo nel mercato del lavoro, nella costruzione di una società della conoscenza e, in ultima analisi, nella produzione della formazione intesa come bene sociale, da far fruire a tutti, in qualsiasi momento della vita.

A partire da forme innovative dell’organizzazione dell’offerta formativa (come i “patti formativi locali” o i poli di eccellenza nell’Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) e, in generale, da un assioma, spesso dimenticato, che trova ormai precisi riscontri nelle riflessioni e nei documenti delle agenzie internazionali (in prima fila, la Commissione europea): la formazione delle capacità professionali e personali non è di per sé in grado di creare nuovi posti di lavoro, ma è condizione riconosciuta ormai imprescindibile per accrescere le proprie chances di trovare o mantenere un posto di lavoro, così come è sempre più una leva competitiva per le organizzazioni e le imprese, nel quadro di un’economia basata sulla conoscenza, sull’alta specializzazione, sulla qualità di prodotti e dei servizi e su alte retribuzioni.

Da questo punto di vista, almeno tre novità e indirizzi strategici del Pigi 2006 meritano un’attenzione particolare. Innanzitutto, l’obiettivo di sviluppare il potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico e di formare quadri tecnici superiori, attraverso assegni di ricerca per il trasferimento di know how, borse di dottorato, incentivi alla creazione di imprese di ricerca industriale e/o innovative, i corsi post-diploma d’istruzione e formazione tecnica superiore, mediante una strategia di dialogo e di progettazione integrata con l’Università di Basilicata, i centri di ricerca, il sistema dell’istruzione e della formazione professionale, i sistemi locali d’impresa.

L’idea di base è che le innovazioni si producono negli interstizi di collegamento, nelle attività di scambio e trasferimento di saperi e in un ambiente di cooperazione tra queste strutture, dove una nuova leva di “lavoratori della conoscenza”, con alta propensione alla ricerca, può fungere da “cinghia di trasmissione”. Una strategia realistica per trattenere intelligenze locali e metterle al servizio dell’innovazione e della competitività dei sistemi locali produttivi presenti nel territorio regionale, considerato che la nostra regione può partire da una dotazione di capitale umano in Basilicata non trascurabile: un tasso di partecipazione all’istruzione secondaria superiore che supera del 10% il dato medio nazionale e una media di laureati in discipline tecnico-scientifiche sul totale dei laureati che è il doppio di quella nazionale. Il secondo indirizzo rilevante è dato dall’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa e i processi di policy making nel campo della formazione e delle politiche attive del lavoro dell’Ente Regione, attraverso l’istituzione di un “Osservatorio del mercato del lavoro”, in grado di analizzare le dinamiche del mercato del lavoro regionale, con un ‘focus’ sulla dimensione locale dei distretti produttivi e dei sistemi turistici e di ricostruire i caratteri dell’occupazione e della disoccupazione regionale.

Toccherà poi a un “Laboratorio sperimentale del Mercato del Lavoro” utilizzare ed elaborare i dati fisici dell’Osservatorio, valutando gli effetti e l’impatto delle politiche e degli interventi messi in campo, in modo da supportare i processi decisionali e programmatori dell’Assessorato alla Formazione e al Lavoro. Il terzo indirizzo strategico è dato dall’impegno della Regione ad accrescere, con strumenti e azioni di semplificazione delle procedure, le effettive opportunità di accesso alla formazione non solo iniziale, ma anche e soprattutto lungo l’evolversi del ciclo di vita. In questa direzione si situa la proposta di uno “Sportello Giovani” informatizzato, per informare, accogliere le esigenze e orientare le scelte dei giovani rispetto alla platea dell’offerta formativa regionale e un forum telematico, già operativo, per il chiarimento di quesiti su avvisi e bandi, a vantaggio di operatori e utenti della formazione. Sempre in questa direzione, si situa la continuità d’investimento della Regione Basilicata nel potenziamento dei servizi di informazione, orientamento e di incrocio domanda-offerta di lavoro dei Centri per l’impiego regionali, a partire da una filosofia guida che sarà quella di costruire in Basilicata un modello regionale di mercato del lavoro nel quale chi cerca un lavoro, per la prima volta o perché non l’ha più, così come chi ha un lavoro instabile e ‘atipico’, non si senta solo, ma possa contare e muoversi dentro nuove reti di sicurezze e opportunità di consulenza personalizzata, tirocinio, formazione e aggiornamento professionale, occasioni di lavoro.

Sconfiggere la ‘solitudine del cittadino globale’, come la definisce Zygmunt Bauman nelle sue lucide analisi dei tratti fondamentali della società contemporanea, è forse – conclude Chiurazzi – la vera missione di politiche attive del lavoro aggiornate alle dinamiche profonde del nostro tempo”.

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