All’incontro, illustrato da funzionari dell’Ufficio Fitosanitario, hanno preso parte  responsabili di associazioni olivicole  e operatori della filiera.
Il progetto cui partecipano 12 regioni e precisamente: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Molise, Liguria, Sardegna, Umbria e Toscana, è cofinanziato dal Ministero delle Politiche agricole e dalle Regioni che vi aderiscono.

Il primo punto del programma prevede il riordino del panorama varietale olivicolo; saranno studiate le metodiche di caratterizzazione varietale dal punto di vista morfologico e molecolare e caratterizzate almeno 200 varietà italiane delle quali 70 entreranno nel processo di certificazione volontaria del materiale di propagazione.

La seconda parte del progetto, invece, riguarda gli aspetti delle patologie delle piante  con lo studio dello stato fitosanitario e dei relativi metodi diagnostici. Tale attività è ritenuta fondamentale in quanto attualmente circa l’80% dei campioni di olivo analizzati risulta infettato da virus.
Il terzo punto è relativo al miglioramento delle tecniche vivaistiche al fine di impedire il diffondersi di pericolose patologie e fornire materiale di migliore qualità possibile agli olivicoltori.

Relativamente alla Basilicata saranno caratterizzate almeno dieci varietà autoctone, a partire dalle cultivar Maiatica, Ogliarola del Bradano e Ogliarola del Vulture, delle quali almeno tre saranno introdotte nel sistema di certificazione volontario che  garantisce la sanità e la qualità delle piante.

“Il progetto interregionale – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale, Economia Montana, Gaetano Fierro- coinvolgerà numerosi centri specializzati in Italia tra cui quelli della nostra regione impegnati nei diversi segmenti della ricerca. Ritengo essenziale  che la Basilicata vi partecipi in quanto il progetto Olviva si inserisce in una serie di attività per il rilancio del settore olivicolo-oleario che deve affrontare le sfide della competizione internazionale inerenti alla qualità e ai costi di produzione. Nella nostra regione –ha continuato Fierro- il comparto rimane un segmento strategico per l’economia, l’occupazione, per la tutela del paesaggio e per il ruolo multifunzionale che l’olivicoltura svolge. Le ricadute porteranno ad un ulteriore miglioramento della qualità delle cultivar lucane, che già oggi si distinguono nel panorama meridionale e nazionale. Gli obiettivi che intendiamo raggiungere- ha concluso- rappresentano la base per la tracciabilità e la certificazione delle produzioni, oggi essenziali per ottenere sempre maggiori spazi sui mercati”.

di Ufficio Stampa Regione Basilicata

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