Al dibattito che si è svolto nell’aula Terzaghi della facoltà di Ingegneria sono intervenuti: la deputata di Rifondazione Angela Lombardi, Giannino Romaniello del comitato “Salviamo la Costituzione”, Anna Maria Palermo, senatrice di Rifondazione e il neo-eletto rettore dell’Università di Basilicata Antonio Tamburro. Dall’Università è uscito fuori un forte ed inequivocabile NO alle modifiche della Costituzione, le quali vanno ad attentare non solo la seconda parte, ma l’intero impianto Costituzionale, colpendo i diritti fondamentali dei cittadini: quello all’istruzione, alla salute, al lavoro. “La Costituzione è Giovane e Bella” così ha esordito la giovane e bella deputata di Rifondazione Comunista citando Calamandrei. Ha messo l’accento sull’indivisibilità delle parti della Costituzione, non ancora completamente attuata; a cominciare dall’Articolo 1. Conclude citando l’articolo 11 (“l’Italia ripudia la guerra…”) chiedendosi se non sia il caso di tagliare le spese militari, spostando i fondi ai servizi sociali, come la scuola e l’Università. Il presidente del comitato provinciale “Salviamo la Costituzione”, Giannino Romaniello, ha raccontato della mobilitazione per arrivare al referendum, ed ha attaccato le destre affermando che la campagna per il si ha una finalità strettamente politica; non si può cambiare la costituzione affermando che il giorno dopo verrà ancora modificata, non ricevendo quindi il messaggio popolare… e allora a che serve votare si? La senatrice di Rifondazione, Anna Maria Palermo, afferma che la riforma della baita, non è una “revisione”, ma una vera e propria riscrittura. La Costituzione prevede essa stessa di essere modificata, ma non di essere stravolta pertanto questa riforma costituzionale è anticostituzionale. La prof. Palermo approfondisce il tema dell’istruzione, e di come sono distribuite le competenze tra Stato e Regioni; la riforma costituzionale distruggendo l’universalità dell’istruzione attenta al principio fondante di uguaglianza. Antonio Tamburro, futuro e atteso rettore dell’Università ha definito la riforma una “cialtronata” e ha spronato gli studenti ricordando il latinista catanese Concetto Marchesi che nel suo periodo di rettorato all’università di Padova rivolse un celebre e nobile appello agli studenti, invitandoli a liberare l’Italia dall’ignominia e a farne uno Stato democratico. Il dibattito ha dato nuovo slancio per l’ultima parte della mobilitazione per il no che continua oggi con la proiezione dello spettacolo di Paolo Rossi “il signor Rossi e la Costituzione”.Vorremmo concludere con una domanda che ci assilla : ” Invece di ridurre i parlamentari, perchè non ne raddoppiamo il numero dimezzandone gli stipendi ?” STUDENTI PER IL NO

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