La Regione sta definendo una strategia per attrarre investimenti esterni in Basilicata. Le prime linee di questa operazione politica sono state illustrate dall’assessore alle attività produttive, Donato Salvatore, ad Api, Confindustria, Abi, Unioncamere e sindacati dei lavoratori sulla scorta di uno studio realizzato dai professori Gianfranco Viesti e Francesco Prota, che si sono avvalsi della collaborazione di Giovanni Padula. All’incontro, svoltosi nella Sala Verrastro, hanno partecipato anche direttori generali e dirigenti della Regione. Partendo dalla premessa che l’economia della Basilicata si trova in un momento difficile, l’Assessore Salvatore ha rilevato che una grande possibilità di rilancio è rappresentata dall’attrazione di nuove imprese dall’estero e da altre regioni italiane, che di fatto estenderebbero la base occupazionale, contribuirebbero alla formazione di capitale umano, all’accumulazione produttiva e all’ispessimento del tessuto economico locale attraverso relazioni di subfornitura, oltre che all’immissione del mercato locale nel circuito internazionale e al trasferimento in Basilicata di capacità manageriali e tecnologiche non disponibili nel tessuto delle imprese esistenti. Si tratta – ha aggiunto Donato Salvatore – di saper costruire condizioni favorevoli per nuovi insediamenti, giacchè le potenzialità sono presenti e possono essere sfruttate dagli investitori esterni. Ovviamente, attrarre imprese in Basilicata non è semplice. Ogni strategia di attrazione va calibrata attentamente per essere realistica e potenzialmente efficace. Gli incentivi finanziari e fiscali possono accompagnare l’attrazione di investimenti, ma non esserne l’elemento principale, perché le localizzazioni alternative in altri Paesi presentano vantaggi tali, in termini di costo del lavoro e tassazione, che non possono essere recuperati da nessun incentivo. Non conviene puntare neppure su quelle strategie basate principalmente sugli incentivi per attrarre imprese senza rapporti con il sistema economico e sociale locale (le famose “imprese-impianto”), pronte a muoversi appena trovano condizioni migliori di costo (“imprese con le ruote”). Meglio, invece, puntare sulle “imprese con le radici”, nel senso che l’investitore deve riuscire a fruttare le potenzialità del territorio, interagendo con l’economia e la società locale, per radicarsi progressivamente. Sono queste le imprese che interessano la Regione Basilicata, perché assicurano vantaggi che l’Assessore Salvatore ha elencato: diffusione di tecnologie, interazione con le imprese locali, crescita della qualità dell’occupazione. “Noi – ha aggiunto – siamo impegnati a favorire condizioni localizzative originali, perché già esistono caratteristiche naturali, geografiche, infrastrutturali, socio-politiche e culturali proprie del territorio e attività economiche e di imprese con cui è possibile interagire”. Il “caso Basilicata” ha il vantaggio di avere altri due potenziali alleati: le numerose comunità lucane fuori regione e l’insediamento in regione di grandi imprese (Fiat, Eni, Total…). Da qui, la strategia presentata da Viesti e Prota come quella vincente: puntare su progetti integrati, cioè su un insieme di azioni di attrazione di investitori specifici per territori specifici, in attività correlate. Che significa: lavorare sulle vocazioni di specifici territori per attirare attori con competenze complementari a quelle presenti in loco e puntare su settori del tutto nuovi, fortemente innovativi. “I settori nuovi – ha concluso l’Assessore Salvatore – sono quelli della ricerca e della produzione di energia da fonti alternative, le biotecnologie, i servizi avanzati nelle aree urbane (software, studi di architettura e di ingegneria, attività di restauro, pubblicità), la logistica, che devono coniugarsi con quelli esistenti come l’automotive, la chimica fine e farmaceutica, l’attività di ricerca in campo ambientale, l’agroalimentare”. Le rappresentanze economiche e sociali e degli enti locali hanno, sia pure con qualche distinguo, condiviso la strategia che la Regione potrà utilizzare per attrarre investimenti esterni in Basilicata.

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