Il Centro di Drammaturgia Europeo, fondato nel 1991 come diretta istituzione dell’Amministrazione Provinciale di Potenza, riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, opera nella produzione teatrale, non solo in Basilicata, ma su tutto il territorio nazionale ed anche europeo, allestendo spettacoli finalizzati all’infanzia ed alla gioventù, compiendo un’intensa azione di ricerca drammaturgica e teatrale, realizzando spettacoli con commistioni di danza, musica e canto, favorendo la formazione professionale nel settore dello spettacolo dal vivo. Il CDE predilige da oltre un decennio soprattutto il Teatro per ragazzi rivolto alle scuole, perché viene considerato un idoneo mezzo di confronto e dibattito, che coinvolge con entusiasmo ed interesse, prima di tutto gli allievi e poi i loro insegnanti ed i dirigenti scolastici, permettendo uno scambio ed una collaborazione sinergica con operatori teatrali preparati, con l’intento di divulgare il teatro come tecnica di apprendimento e di crescita individuale e sociale per le nuove generazioni.

Tutti i progetti teatrali realizzati dal CDE con le scuole hanno come metodologia il laboratorio teatrale svolto sempre da docenti che sono attori e tecnici scenografi professionisti  con qualificate attività lavorative e formative alle spalle, spesso coadiuvati da esperti provenienti prevalentemente dai teatri Stabili Pubblici Italiani. Sono previsti proprio in questo periodo gli spettacoli realizzati da alcune scuole della Provincia di Potenza insieme al CDE: si tratta dei saggi finali, frutto del lungo lavoro laboratoriale, iniziato in quasi tutti i plessi scolastici, a partire dal febbraio scorso. Ciascun laboratorio, svoltosi nelle ore extrascolastiche, per circa due volte a settimana, è stato strutturato in fasi ben precise: si sono dapprima stabiliti gli ambiti della ricerca didattica su cui sviluppare un testo teatrale da elaborare ed approfondire, o partendo dalla lettura di opere celebri o scrivendo ex-novo un copione, o adattandolo in parte all’originale, passando poi a vere e proprie lezioni collettive sulla realizzazione dell’ambientazione e dello spazio scenico, a seminari di recitazione, di dizione, e di esercizio all’azione drammatica e mimica. Accanto a tutto ciò sono anche stati organizzati laboratori di animazione  musicale, di danza e movimento del corpo per educare i ragazzi all’ascolto ed al ritmo della musica, al linguaggio gestuale sulla scena, al canto; tutti elementi di espressione fondamentali a rendere completa la rappresentazione teatrale.

Ogni gruppo di lavoro partecipante al progetto, ha dedicato l’ultimo mese all’allestimento del saggio finale, impiegando oltre ai ragazzi, anche numerosi tecnici ed attori del CDE in vere e proprie prove che si sono effettuate in teatro, durante le quali si sono montate le scene e si è recitato indossando i costumi, preparati precedentemente dagli allievi dei laboratori, pure con l’aiuto dei loro insegnanti e dei genitori.

DOMANI, 9 giugno 2006, alle ore 18, nell’aula magna del Liceo Scientifico “Pitagora”, di Sant’Arcangelo (PZ), si svolgerà lo spettacolo intitolato “Liolà”, frutto del laboratorio teatrale condotto dagli operatori del Centro di Drammaturgia Europeo (CDE) insieme agli allievi del liceo scientifico del paese . L’allestimento rilegge in modo innovativo, intimo ed originale, la celebre commedia scritta nel 1916 dal genio di Pirandello. “Liolà” nacque in un periodo  molto doloroso nella vita dell’autore, angosciato dalla prigionia in un campo di concentramento del figlio Stefano e dalle sempre più frequenti crisi di malattia mentale della moglie Antonietta. Paradossalmente l’opera rappresenta uno spaccato gioioso e sereno del mondo interiore e letterario di Pirandello. L’azione scenica si apre sulla campagna settembrina, mentre le contadine sono intente a schiacciare le mandorle nel podere della zia, Croce Azzara, sorvegliate dal ricco cugino sessantenne, lo zio Simone Palumbo. Questi, sposato in seconde nozze con la giovane Mita, è in pena perché, dopo quattro anni di matrimonio, non ha ancora un erede. Intorno all’ossessione di mancata paternità che cruccia il vecchio Simone, convergono le trame dei giovani Tuzza, Liolà e Mita, in un incrocio di ripicche e vendette. Tuzza è la nipote di zio Simone. Liolà è un giovane bracciante, gaudente e seduttore, Mita è una povera orfana che zio Simone ha sposato per avere il sospirato erede e che ora disprezza per la presunta sterilità. Tuzza per far dispetto a Mita, che prima di sposarsi era innamorata di Liolà, si è lasciata sedurre da lui e ne è rimasta incinta. Liolà, per coscienza, ne chiede la mano, ma viene respinto perché Tuzza non vuole un marito così poco “assennato” e progetta, piuttosto, con la complicità della madre, di farsi riconoscere il figlio dallo zio, vecchio ma ricco, facendo leva sulle sue velleità mascoline.

Da qui l’intreccio si complica in un crescendo di situazioni in cui il comico si mescola al tragico. Alessio Bonaffini, Patrizia Dore e Rocco Romanelli sono gli operatori del CDE che hanno condotto a scuola il laboratorio teatrale. Le insegnanti del liceo scientifico “Pitagora,”referenti del progetto teatrale, sono: Rosa Borneo e Domenica Calvini. Il dirigente scolastico del liceo Arduino Federici ha  sostenuto il corso di educazione scenica con lungimiranza e sapienza. Durante la rappresentazione dello spettacolo sarà anche possibile ascoltare le sonorità calde ed antiche dei canti popolari della Sicilia Medievale del gruppo “Al Qantarah”. Questi i nomi degli studenti del liceo scientifico “Pitagora” di Sant’Arcangelo che saranno in scena in “Liolà”: Giuseppe Giordano veste i panni di Nico Schillaci detto “Liolà”, Gianmarco Natalina  è Zio Simone Palumbo, Antonella Cerabona è Zia Croce Azzara, Mariarosaria Melfi recita nel ruolo di Tuzza, Brigida Viggiano è Mita, Antonella Di Biase è Carmina, detta la Moscardina, Katia Caivano veste i panni di Comare Gesa, zia di Mita, Ilenia Amendolara è Zia Ninfa, madre di Liolà, Mariangela Costantino è la giovane contadina Ciuzza, Francesca Ambrosio è la giovane contadina Luzza.

UFFICIO STAMPA DEL CDE
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