L’Obiettivo 1 interessa strettamente da vicino tutte le regioni che
abbiano un Pil (prodotto interno lordo) inferiore al 75% della media
europea. Nella ripartizione economica l’Obiettivo 1 riceve l’80% dei
fondi economici totali rivenienti dall’Unione Europea. Con l’ingresso
di dieci nuovi stati membri nel 2004, la media del Pil europeo si è
sensibilmente abbassata, creando di conseguenza effetti di squilibrio
in campo europeo.


“Improvvisamente – ha puntualizzato Antonio Di Stefano – la Basilicata
è diventata “ricca”, perché la media del nostro Pil è rientrata in
quella delle regioni che si avvicinano al 100%. Di conseguenza – ha
aggiunto il responsabile regionale dell’assistenza tecnica di gestione
del Por – la nostra regione nel prossimo ciclo di programmazione
riceverà il 20-25 % in meno delle risorse economiche rispetto al
passato”. La maggior parte dei fondi, infatti, saranno orientati verso
l’Est europeo (Paesi più poveri). Inoltre durante il prossimo ciclo di
programmazione (2007-2013) sarà attivato un programma di riforma in
maniera da riequilibrare l’intero assetto economico europeo, stravolto
dall’ingresso dei nuovi dieci stati membri all’interno dell’Unione
Europea.


A livello regionale è stato approntato un programma strategico che
rientrerà nel piano nazionale da presentare successivamente alla
Commissione Europea.


Ancora al Trend Expo’ 2006:


Protocollo d’intesa Api-Aidp-Aif


Un protocollo di intesa per collegare in maniera sempre più stretta il mondo dei giovani e quello del lavoro attraverso la formazione. Questo il senso del documento siglato dall’Api di Basilicata, dall’Aidp (Associazione italiana Direttori del personale), Calabria, dall’Aidp Puglia e Basilicata e dall’Aif (Associazione italiana formatori) questa mattina al termine del forum su “L’Orientamento, la Formazione e l’istruzione per l’accesso al lavoro. Lo sviluppo della cultura di impresa e la responsabilità sociale”, organizzato nell’ambito della dodicesima edizione di Trend Expo, salone dell’orientamento, della formazione, della cultura, dell’ambiente, del lavoro e della solidarietà. Il protocollo, siglato dal presidente dell’Api Enrico Sodano, dal presidente di Aidp Calabria Pietro Lombardi e dal presidente dell’Aif Giuseppe Romaniello (mentre era assente, ma solo fisicamente, il rappresentante dell’Aidp Puglia e Basilicata, Pietro Schinieri), avrà durata triennale. Scopo dell’intesa tra piccoli industriali, direttori del personale e formatori è quello di valorizzare le professionalità presenti sul territorio nell’ottica dello sviluppo socio-economico, operando in base ai principi della reciprocità e della complementarietà. Obiettivi che saranno raggiunti grazie a scambi di esperienze, programmi di animazione locale, corsi di formazione, seminari, consulenze e progetti congiunti.


Forum Orientamento

Dal “Patto per i giovani” della Regione Basilicata, all’osservatorio della Provincia di Potenza, fino ai prestiti ad hoc per i lavoratori atipici, passando attraverso i tirocini universitari e il progetto Lavoro e Sviluppo: il vasto mondo delle opportunità per i giovani che “scelgono di restare” in Basilicata è stato scandagliato ieri mattina nel corso della dodicesima edizione di Trend Expo, in occasione del Forum dedicato a: “L’orientamento, la formazione e l’istruzione per l’accesso al lavoro. Lo sviluppo della cultura di impresa e la responsabilità sociale”.


Sul fronte delle politiche attive del lavoro sono particolarmente impegnate le Province. Il presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, ha rivendicato una maggiore chiarezza istituzionale per evitare sovrapposizioni di competenze. L’assessore Salvatore, dal canto suo, ha illustrato l’attività dell’Osservatorio Provinciale. Il presidente Carmine Nigro ha illustrato l’esperienza della Provincia di Matera, con alcune iniziative di particolare rilievo, tra cui il progetto di internazionalizzazione “Leonardo”, riservato a settanta giovani laureati. Sul fronte della formazione è impegnata anche la Regione, ha fatto presente la rappresentante dell’ufficio preposto, Minardi, soprattutto nella creazione di una vera e propria filiera formativa integrata comprendente anche mondo dell’istruzione e dell’alta formazione.


Proprio la Regione Basilicata è stata la protagonista principale del dibattito. Il presidente Vito De Filippo ha anticipato, nel corso del Forum, i contenuti del “Patto per i giovani”, che muoverà risorse per circa 80 milioni di euro, attraverso una serie di misure “trasversali” che riguarderanno, tra l’altro, spazi laboratorio per i giovani (circa 5 milioni di euro con fondi Fas), la legge sull’Università, i master e l’alta formazione, il piano di gestione forestale, l’autoimpresa nel turismo e i relativi servizi (circa 25 meuro), i piccoli sussidi (10 meuro), i giovani in agricoltura. “Il patto – ha detto De Filippo – è giunto alla fase della consultazione con le forze politiche, le organizzazioni sindacali, datoriali e il mondo dei giovani”. La Regione, come ha spiegato il dirigente Rocco Messina, è anche impegnata nel promuovere occasioni di contatto e di lavoro all’estero, con due progetti di internazionalizzazione. Il primo riguarda le comunità lucane all’estero, mentre il secondo verte sui rapporti Basilicata-Canada.


Tra i paesi esteri interessati ad intessere proficui rapporti di scambio con la Basilicata c’è anche la Romania. Il segretario di Stato per il lavoro Nicoleta Daniela Andreescu ha ricordato che numerosi italiani lavorano in Romania, soprattutto nella regione di Timis e che, d’altra parte, molti rumeni sono interessati ad esperienze lavorative in Italia. Andreescu ha anche invitato ad una proficua interazione tra i due paesi per la soluzione del problema delle professioni obsolete.


L’orientamento è una delle prime risposte che le istituzioni devono dare ai giovani per indirizzarli verso professioni facilmente spendibili sul mercato. L’Università degli Studi di Basilicata ha portato al dibattito, con l’intervento del professor Masi, l’esperienza del Centro Caos, mentre Eugenio Parente ha parlato delle esperienze dei tirocini. Sulle facoltà che “pagano” di più è arrivata qualche utile informazione anche Benedetto Leone dell’Istat. A tre anni dalla laurea i “dottori” col più alto tasso di occupazione sono gli ingegneri, seguiti dai cimici e dagli economisti. Bocconi di Milano e Politecnici di Milano e Torino sono gli atenei più bravi a “sfornare” laureati facilmente collocabili. I laureati che guadagnano di più a tre anni dalla laurea sono di medici. Per chi, invece, rimane impelagato nelle sacche del lavoro atipico, ci sono iniziative come quella di Banca Etica con la Provincia di Potenza. “E’ un tentativo – ha detto Tommaso Marino – per dare una risposta al problema dei giovani considerati non bancabili”.


La formazione si lega strettamente all’occupazione con il progetto “Lavoro e Sviluppo”, di Italia Lavoro, stato illustrato dal responsabile nazionale Giovanni Chiambrera. “Il progetto, che si basa sulla preselezione e formazione di giovani da impiegare nelle aziende della 488 – ha detto – è stato attivato in Basilicata da pochi mesi, ma ci sono già stati alcuni positivi riscontri, come quello di un’azienda di Viaggiano che opera nel settore tessile. Nelle regioni dell’Obiettivo uno circa 100 giovani hanno usufruito di questo progetto, che prevede anche una serie di facilities per le imprese”.


Sono intervenuti al Forum, tra gli altri, anche Gerardi dell’Agenzia delle entrate, Luca Braia di Confapi, Marcello Faggella di Confindustria, Cafarelli dell’Aics, Pietro Colangelo di Coca Cola, Nicola Lombardi dell’Aidp, Lastrucci dell’Università degli Studi di Basilicata, Rosalinda Di Pasca della Cgil.

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