Lo afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rondinone. “Il secondo, infatti, è uno strumento urbanistico “faticosamente” partorito dai comuni di Rionero e Atella sicuramente datato e migliorabile. La Regione Basilicata , tuttavia, ha contribuito a sbloccarne l’iter al fine di ripristinare certezza del diritto in un’area pesantemente interessata da fenomeni di abusivismo e quindi si tratta di un intervento su un’emergenza”.
“Totalmente diverso – aggiunge Rondinone – è il percorso che porterà alla istituzione del parco. Già    nella prossima settimana con la convocazione del CTS (Comitato tecnico scientifico) e della susseguente conferenza di servizio, saranno pronti gli atti per la delibera di Giunta Regionale. Se entro la fine di maggio, come è prevedibile, si perverrà a questo risultato la Regione avrà recuperato anni di ritardi intorno ad un tema di straordinaria complessità quanto a procedure da attivare, cartografie dettagliate da redigere ed acquisizione della documentazione a cura dei comuni interessati. L’istituzione del Parco, su cui questo assessorato si è impegnato con decisione e convinzione – continua Rondinone – può diventare lo strumento per riconsiderare l’intera vicenda rimuovendo tutti quegli elementi che confliggono con le scelte ambientalistiche che il parco presuppone, in particolare la localizzazione del parcheggio sul lago Grande,  che è di ridottissime dimensioni, sarà automaticamente inattuato nel caso in cui il sopravvenuto PAI (Piano aree a rischio idrogeologico) dell’Ofanto lo richieda. La conformità al P.T.P.A.V. (Piano territoriale paesistico di area vasta) è stata assicurata fin dalle fasi di analisi, mentre per la zona dell’istmo, le previsioni già contenute nel precedente Piano sono state aggiornate anche alla luce della procedura dello sportello attivata in analogia a quella dei Piani d’Ambito”.

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