“Il messaggio forte che vogliamo dare – ha detto il presidente di Educational Service, organizzatore della manifestazione, Enrico Sodano – è quello dell’identità come valore per la partecipazione attiva alla crescita della regione”. Idea di valore che, ha detto dal canto suo Giuseppe Romaniello, responsabile dell’associazione italiana formatori, “è sempre legata ad un processo di trasformazione, cioè viene generato dalle azioni poste in essere per creare un beneficio, e in questo la formazione ha un valore cruciale”. La formazione, però, come è emerso durante il forum, non sempre in Basilicata ha sortito gli effetti sperati, nel trasformare potenzialità come i beni culturali in realtà fruibili. “In questo settore – ha commentato il dirigente dell’Ufficio Cultura della Regione Basilicata, Durante – non è tanto importante la formazione come trasformazione di abilità, ma la creazione di attenzione diffusa al fenomeno di cui ci occupiamo. Spesso, invece, c’è uno scollamento tra percorsi formativi e opportunità”.

In Basilicata, comunque, non mancano gli enti locali che credono nel valore, anche economico, della cultura, come il Comune di Tito, che ha investito nella creazione di un contenitore culturale comprensoriale, attualmente in costruzione, per il quale il sindaco Pasquale Scalone ha annunciato una probabile partnership con una associazione culturale onlus.

Ma associare cultura ed economia è sempre positivo? Secondo il giornalista Franco Rina, curatore di Cinemadamare, no. “L’ossessione di misurare la cultura in posti di lavoro – ha detto – mi mette in ansia. L’indice di misura del successo di una intrapresa culturale non è il Pil, i posti di lavoro o il bilancio in pareggio. Bisogna avere anche il coraggio della ricerca”. Sulla stessa scia Tiguzzi di Ansamed. “No alla cultura autoreferenziale – ha detto – perché la cultura deve essere strumento di dialogo e di crescita economica e sociale, ma bisogna stare attenti al rischio di mercificazione della cultura. Ci vuole un po’ di sana deontologia”. Tiguzzi ha esortato, poi, le istituzioni ad investire nei rapporti di scambio culturale con gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, soprattutto per i giovani. Giovani che, per bocca del rappresentante del Forum Regionale, Carmine Lombardi, hanno manifestato, nel corso del dibattito, la volontà di “rimboccarsi le maniche per cominciare a costruire una Basilicata migliore”.

Trend Expo, con il suo forum, è “volato” anche oltre il “Mare Nostrum”, come ha dimostrato la presenza al dibattito di Jorge Horamas, che ha portanto l’esperienza dell’isola di Cuba, “un piccolo paese che ha investito molto nella cultura e nella salute dei suoi cittadini”.

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